Una nuova indiagine per la ministra del Turismo e senatrice di Fratelli d’Italia, la cuneese Daniela Santanchè. È stata iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Milano nell’ambito di una nuova ipotesi di bancarotta connessa al fallimento di Bioera spa, la società del gruppo del biofood di cui è stata presidente fino al 2012. Bioera era stata dichiarata in liquidazione giudiziale dal Tribunale fallimentare di Milano nel dicembre 2024. I giudici avevano accolto la richiesta della procura e decretato la liquidazione giudiziale della società alla luce delle gravi criticità finanziarie riscontrate, con un patrimonio netto negativo e debiti per circa 8 milioni di euro.
L’indagine, coordinata dai pm Maria Giuseppina Gravina e Luigi Luzi, si aggiunge a quella del crac di Ki Group srl, società controllata da Bioera, su cui la stessa magistratura milanese sta indagando. Sempre a Milano la Santanchè è rinviata a giudizio per false comunicazioni sociali nel caso Visibilia, il gruppo editoriale da lei fondato e dal quale ha successivamente dismesso cariche e partecipazioni. Il procedimento per truffa aggravata ai danni dell’Inps in cui è imputata la ministra, insieme ad altre quattro persone, tra cui il compagno Dimitri Kunz e due società del gruppo Visibilia è stato sospeso dalla giudice Tiziana Gueli, che ha accolto la richiesta dei legali della parlamentare, in attesa della decisione dellaCorte Costituzionale. Il procedimento resta, quindi, sospeso fino al verdetto della Corte Costituzionale, che non arriverà prima del 20 febbraio prossimo.





