Incidente mortale mentre distribuiva il mais ai bovini, perizie
29 dicembre 2025
Cuneo
Prosegue al tribunale di Cuneo il processo sulla morte di Moussa Dambele, il 29enne originario del Mali morto il 10 luglio 2022 nell’azienda agricola di F. T. mentre lavorava alla macchina desilatrice e miscelatrice, usata per la distribuzione del mais nelle rastrelliere delle mucche, a Revello. L’uomo sarebbe stato risucchiato e schiacciato da uno dei bracci del macchinario. Il primo a intervenire sul luogo dell’incidente fu un vicino di casa chiamato da F. T., imputato di omicidio colposo il quale, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe fatto lavorare il Dambele senza regolare contratto di lavoro per circa sei mesi. L’accusa è stata rigettata dalla difesa secondo cui l’uomo si era presentato quel giorno in cerca di lavoro. Il vicino aveva riferito in aula di aver trovato l’uomo a terra nel cortile dell’azienda a circa un metro dal macchinario e l’amico intento a effettuare il massaggio cardiaco, ma la vittima non aveva più ripreso conoscenza dal momento dell’urto. Nella mattinata di oggi (martedì 29 dicembre) ha deposto anche il tecnico dello Spresal intervenuto sul luogo dell’incidente nel primo pomeriggio e poi tornato nell’azienda qualche giorno dopo per ulteriori verifiche con i militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro: “Il deceduto non aveva contratto di lavoro e per questo abbiamo fatto la segnalazione”, ha riferito il tecnico dello Spresal che ha aggiunto di aver emesso due verbali di contestazione all’attuale imputato, “uno su aspetti di prevenzione e uno più specifico sull’infortunio con cinque diverse contestazioni”. La prima era relativa proprio al macchinario che secondo il tecnico dello Spresal non era idoneo da fornire al lavoratore poiché non era sicuro, e non lo era perché consentiva l’accesso al cassone miscelatore anche quando questo era in rotazione (un difetto che successive normative europee avevano risolto imponendo alle ditte produttrici una modifica a cui che quello specifico macchinario, costruito nel 1997, non era mai stato adeguato). Fra le altre carenze contestate c’era quella relativa al Documento di valutazione del rischio, redatto nel 2016, in cui la macchina desilatrice nemmeno era menzionata: “Una chiara mancanza nel caso in cui il desilatore fosse già presente in azienda nel 2016, ma anche nel caso in cui fosse stato comprato dopo, perché il documento avrebbe comunque dovuto essere aggiornato”. Nel documento inoltre il Dembele non risultava come dipendente e non c’erano quindi documenti sulla sua formazione. In seguito all’incidente il Documento di valutazione del rischio venne aggiornato ma nessuna delle sanzioni venne pagata dall’imputato. Il processo proseguirà il 27 febbraio per il confronto fra le perizie di accusa, difesa e parte civile, costituita in giudizio con il fratello della vittima, in attesa che il giudice si esprima sull’ammissione anche della moglie e delle figlie che la difesa ha chiesto di escludere dal processo per irregolarità nella procura.