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Approvato il Piano socio sanitario regionale con tanti dubbi

26 dicembre 2025

Cuneo

Si temeva un blitz per le festività e così è stato. Lunedì 22 dicembre, con 30 voti favorevoli e 16 contrari, il consiglio regionale ha approvato il Piano socio sanitario 2025-2030. Un documento che mancava da 30 anni, ma che, lo hanno sottolineato in molti, non è assolutamente paragonare a quello del 1995, perchè troppo generico e senza concrete misure operative di programmazione. Lo ha detto, neppure troppo velatamente, anche l’ex assessore regionale Luigi Genesio Icardi, oggi presidente della Commissione Sanità: “Questo piano strategico io lo avrei fatto diversamente - ha dichiarato in aula -, avrei preso la rete territoriale, la rete ospedaliera, la rete emergenza urgenza e avrei fatto subito un atto più concreto, la giunta ha scelto di rimandare a successivi atti la concretizzazione”. Oltre 200 gli emendamenti presentati dalla stessa giunta durante la discussione prima in Commissione poi in consiglio, molti proprio a firma della Lega di Icardi, a cui se ne sono aggiunti altrettanti della minoranza (di cui 90 approvati). “È un’approvazione storica - ha detto il presidente della Regione Alberto Cirio presente alla discussione nella sola giornata di lunedì -, perché un piano di programmazione mancava da trent’anni e oggi finalmente c’è: un piano completo, aggiornato e complessivo che ci aiuta a restituire il diritto alla salute alle persone. Il consiglio ha dimostrato una grande maturità complessiva, adesso il piano dovrà essere attuato e attualizzato”. Entusiasmo condiviso dall’assessore alla Sanità Federico Riboldi che aveva sin da subito spinto perchè il documento fosse portato in aula e approvato prima di Natale, nonostante le forti critiche arrivate da più parti. “Finalmente abbiamo scritto nero su bianco, con la condivisione ampia delle opposizioni, gli obiettivi per i prossimi venti anni - ha detto Riboldi -, primo fra tutti quello di riportare al centro della sanità pubblica le persone che oggi sono escluse e abbattere le liste d’attesa”. Non sono mancate le critiche delle minoranze, che hanno comunque contribuito al documento con molti emendamenti. “Oggi abbiamo un piano che è una mappa di principi, ma non dice nulla su tempi, risorse e modalità di attuazione” ha sottolineato Daniele Valle (Pd). Il documento, lo hanno ribadito le minoranze, è arrivato in aula dopo anni di attese, lungaggini e con un tardivo e rapido coinvolgimento di amministratori locali, operatori, associazioni e sindacati nella stesura del Piano. Ma soprattutto ci è arrivato senza un cronoprogramma chiaro sugli interventi, sulle risorse a disposizione per realizzarli e senza un piano di assunzioni del personale sanitario. “La giunta Cirio ha governato la sanità alla giornata - hanno sottolineato i consiglieri Sarah Disabato, Alberto Unia, Pasquale Coluccio (Movimento 5 Stelle) -. Non è un caso che le liste d’attesa siano rimaste infinite, che non sia stato posato un mattone per nessuno dei nuovi ospedali promessi e che non siano arrivate assunzioni se non il minimo indispensabile per coprire i turnover. Un interrogativo resta senza risposta: quando verrà attuato questo piano? Controlleremo e vigileremo affinchè le politiche previste non rimangano su carta. Dopo averlo scritto, discusso e approvato, oggi il piano va realizzato”. A interrogarsi sul futuro del piano è anche la consigliera regionale Giulia Marro (Avs): “Continueremo a vigilare perchè questo piano da documento di indirizzo divenga poi realmente un impegno concreto con obiettivi chiari, finanziamenti definiti e la possibilità di verificare cosa funziona e cosa non va per correggere la rotta”.

Torino Regione Piemonte piano socio sanitario regionale

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