La festa che ricorda il “Nascere nella notte dell’uomo…”
25 dicembre 2025
Cuneo
La neve che ha imbiancato le montagne, i paesi e le città della pianura nelle scorse settimane, anticipando anche la stagione sciistica, ci ha rimandato subito all’atmosfera natalizia. E giorno dopo giorno sono apparse le prime luminarie nelle strade principali, i primi alberi di Natale sui balconi delle case e dei palazzi, i primi manifesti che annunciano iniziative per le feste, presepi viventi, concerti, eventi, spettacoli, rappresentazioni sacre. Nella piazza del Municipio di Cuneo è comparsa la giostrina illuminata che riporta ad atmosfere magiche d’altri tempi. Per questo lo scorso 2 dicembre La Guida ha dedicato un supplemento di 72 pagine alle festività natalizie e a tutti gli appuntamenti di dicembre e inizio gennaio disseminati nei paesi e nelle valli del Cuneese: mercatini, presepi viventi, presepi meccanici, momenti di incontro con Babbo Natale, spettacoli, iniziative per famiglie, raccolte fondi benefiche, concerti e tante occasioni per trascorrere insieme il periodo più magico dell’anno. Spazio alla solidarietà e alle tradizioni locali e familiari, a cui in queste settimane siamo tutti più legati e affezionati, alla cucina casalinga delle feste, alle proposte della montagna invernale. Il Natale che si avvicina è la festa di colori e di luci, di tradizioni e di novità. E a ricordarcelo a Cuneo e in provincia sono proprio i tanti addobbi in case, strade, balconi, giardini, piazze ma anche chiese, oratori, scuole, asili. La città e i vari paesi, dal più piccolo al più grande, si sono preparate alle feste, perché si fa famiglia non solo nel tepore della propria casa ma anche incontrandosi nelle piazze e sulle strade, nelle chiese e nei luoghi di socialità. Le luminarie accese in via Roma, corso Nizza e in molte strade laterali della città, nelle piazze Galimberti, Europa, Foro Boario, le vetrine dei negozi addobbate a tema e un ricco calendario di iniziative in programma contribuiscono a creare la magia unica e richiamano tutti che le feste sono in arrivo. Perché non possiamo dimenticare che il Natale è la festa della famiglia per eccellenza, dello stupore e della meraviglia dei bambini che si fanno contagiose per tutti. È la festa del calore e della serenità, della gioia e dello scambio. Ed è una festa del grazie per il dono ricevuto più grande dall’umanità, che è la nascita del Grande Atteso.
Ent’al cur de la nuch
per ‘ncà mai nàisse din la nuch de l’òme
sout la fréido estelado,
per alumà noste pàure quiarét,
dins uno barmo vùido,
per v ene dins noste ren, pichot,
es naissù Noste Segnour.
Aire de salvacion per nosto amo.
Gramacis, Noste Segnour
enté la ìnuch de Dinial.
Gramacis!
Nel cuore della notte per ancora nascere nella notte dell’uomo, sotto il freddo cielo stellato, per accendere i nostri miseri lumicini in una grotta vuota per venire nel nostro nulla, insignificante, è nato Nostro Signore. Aura di salvezza per la nostra anima. Grazie, Nostro Signore nella notte di Natale. Grazie! È la poesia “Ringraziamento di Natale” ovvero “Gramacis de Dinial” di Beppe Rosso, Bep Rous dal Jouve, tratto dal libro appena edito da Coumboscuro Centre Prounvecal “De sùmi e de peiro”, “Di sogno e di pietra”. È stato pubblicato in occasione dei trent’anni dalla scomparsa e dei novanta dalla nascita di Beppe Rosso, di Borgo San Dalmazzo, che è conosciuto come uno dei principali poeti in lingua piemontese e in lingua provenzale alpina. E soprattutto è stato uno dei più profondi conoscitori della montagna, ha speso una vita per raccontarla, valorizzarla e farla amare, dedicandogli scritti, fotografie, studi e versi poetici. Con questa poesia vogliamo augurare a tutti i lettori de La Guida un buon periodo di feste natalizie e di fine anno 2025. I cieli stellati in queste fredde notti non mancano così come non mancano le luci. Non sono i misieri lumicini a cui fa riferimento Bep Rous ma sono le tante luminarie che addobbano le strade. Ma quello che si ripete ancora da più di duemila anni è quel nascere nella notte dell’uomo... aura di salvezza per la nostra anima. Nelle chiese e nella parrocchie della città, delle frazioni di tutti i paesi si fa spazio al presepe, che spesso ripropone la rappresentazione dei nostri paesi, delle montagne che Beppe Rosso descriveva, dei mestieri dei nostri nonni, per raccontare che l’arrivo del Dio che si fa uomo e nasce in mezzo a noi, nasce proprio nelle nostre case, nelle nostre chiese e nelle nostre piazze come in tante altre case, chiese e piazze in tutto il mondo. Ma vuole nascere, ed è quello lo spazio di cui ha veramente bisogno, nei nostri cuori, a Natale e per ogni giorno dell’anno.