Valli Maira e Grana escluse dalla strategia delle aree interne
05 novembre 2025
Cuneo
"Il Piemonte e la strategia delle aree interne: una svolta che esclude chi ha già lavorato bene tra cui le valli Maira e Grana" . Questo è il sunto che il gruppo del Pd regionale ha inviato a tutti gli Amministratori locali delle aree interessate. “La Giunta Cirio parla di rilancio delle aree interne, ma ha escluso proprio le quattro aree piemontesi che avevano partecipato alla prima Strategia nazionale: Valle Bormida, Valli Maira e Grana, Valli di Lanzo e Valli dell’Ossola. È una scelta grave, che mostra tutta la distanza tra le parole e la realtà”. Così i consiglieri regionali del Partito Democratico commentano la decisione della Regione Piemonte di non riconfermare, nel ciclo 2021-2027, le quattro aree “pilota” che avevano aderito con successo alla Strategia nazionale per le Aree interne. E le valli Maira e Grana significano 20 Comuni, 24 mila abitanti, una filiera agroalimentare di qualità (Castelmagno, prodotti tipici), forte rete culturale (musei etnografici). Nelle Valli Maira e Grana, la Strategia ha sostenuto la creazione di cooperative di comunità e la digitalizzazione delle scuole di montagna. Sono nati laboratori per la trasformazione di prodotti caseari e orticoli locali, che oggi commercializzano attraverso reti corte e mercati digitali. Nata nel 2014 come progetto sperimentale della Politica di coesione, la SNAI mira a contrastare lo spopolamento, migliorare i servizi essenziali (scuola, sanità, mobilità) e promuovere sviluppo economico nelle zone montane e rurali più fragili. Il Piemonte, con le sue quattro aree pilota, era stato un laboratorio riconosciuto a livello nazionale: 126 progetti attivati, per oltre 48 milioni di euro di risorse programmate, con un avanzamento del 97% secondo i dati forniti dallo stesso assessorato allo Sviluppo della Montagna. Ma, nonostante questi risultati, la nuova programmazione regionale ha deciso di non proseguire con le stesse aree, preferendo individuare due nuove aree progetto: Valsesia e Terre del Giarolo. "La decisione della Giunta Cirio interrompe un percorso di sviluppo che aveva già prodotto risultati tangibili nei territori coinvolti.Molti Comuni hanno beneficiato di investimenti concreti grazie alla precedente programmazione: apertura di scuole, potenziamento dei servizi sanitari, riqualificazione delle infrastrutture locali e valorizzazione delle filiere agricole. Escludere oggi queste aree significa interrompere esperienze positive già avviate e vanificare la continuità di progetti che stavano restituendo vitalità ai territori più fragili del Piemonte", dice il gruppo Pd. Secondo la risposta ufficiale dell’assessore regionale Marco Gallo, la Regione “non intende abbandonare le aree pilota”, ma “mantenere un supporto tecnico” e “coinvolgerle nel tavolo nazionale di coordinamento”. "Tuttavia, - dicono al Pd il mantenimento di un ruolo tecnico senza accesso ai fondi europei equivale, di fatto, a una marginalizzazione di queste aree. Gli stessi dati regionali ammettono che, a fine 2025, i pagamenti effettivi ammonteranno solo al 26,6% delle risorse programmate, segno di ritardi gestionali e difficoltà di rendicontazione. In queste aree, le Unioni montane e i Comuni avevano costruito negli anni competenze, partenariati e capacità di progettazione. L’interruzione del percorso SNAI rischia ora di disperdere questo patrimonio amministrativo e umano, proprio nel momento in cui l’Italia, con il PNRR e la nuova Politica di Coesione, parla di “territori resilienti e sostenibili. È difficile capire se si tratti di incompetenza o di disinteresse. Le nuove aree individuate sono realtà meritevoli, ma non possono giustificare l’abbandono delle altre quattro, già pronte e operative. Se davvero la Regione crede nello sviluppo equilibrato del Piemonte, chiarisca al più presto le ragioni di questa scelta e garantisca continuità e risorse a tutte le aree interne”.