Si chiude domani (giovedì 27 febbraio) alle 20.45 il ciclo di film europei “Quo vadis Europa?” organizzato da Apice, Associazione per l’incontro delle culture in Europa, presso il cinema Lanteri di Cuneo. L’ultimo titolo, “Simone Veil – La donna del secolo” presenta la figura di uno dei personaggi che nella seconda metà del secolo scorso fu tra i fautori dell’Unione Europea del cui Parlamento divenne anche il primo presidente donna.
Non si tratta di un documentario, bensì della narrazione della vita di una donna che ha saputo incarnare la lotta per la dignità e i diritti umani. Il secondo dopoguerra è il momento storico in cui si sviluppa la vicenda che attraversa alcuni momenti della biografia di Simone Veil alternando presente e passato, abbracciando la tragedia della Shoah e l’impegno civile e politico.
La finzione coglie la donna ormai anziana impegnata a mettere sulla carta le sue memorie. Attraverso questa struttura non lineare il regista intreccia episodi dell’infanzia, la deportazione ad Auschwitz, il ritorno alla vita e allo studio fino alla scelta dell’impegno politico, prima in Francia poi al Parlamento Europeo, a difesa della dignità umana. In questo modo il regista, non nuovo a narrazioni biografiche, percorre anche alcuni decenni cruciali del Novecento. Non per niente il titolo originale parla del “viaggio del secolo”.
Così il film si muove sul terreno della memoria, intessuto di dolore e tenerezza nei rapporti con la madre, e su quello pubblico dove Simone Veil incontra molte resistenze in una Francia segnata da pregiudizi di genere e persino residui di discriminazione razziale. Emblematica una delle rime scene con volti maschili su sfondo scuro che urlano contro di lei. Il regista ha così facile gioco nel rafforzare i toni celebrativi di questa donna.
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