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Venerdì 19 luglio 2024

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Charlie Fresia corre “Dalle Alpi alle Cinque Terre”

L'Ultratrailer della Boves Run quinto nell'Alvi Trail Liguria Ultra, prova di oltre 460 km e 21000 metri di dislivello in Liguria

Portovenere

La Guida - Charlie Fresia corre “Dalle Alpi alle Cinque Terre”

Un risultato che va oltre il gesto sportivo e assume fattezze di impresa epica.

Una frase che sintetizza la nuova prestazione dell’ultratrailer cuneese Giancarlo “Charlie” Fresia. L’atleta della Boves Run ha conquistato il quinto posto finale (quarto fra gli uomini) al massacrante Alvi Trail Liguria Ultra 2024 “Dalle Alpi alle Cinque Terre”. 8 tappe consecutive (senza riposi) per un totale di oltre 460 km che hanno portato i temerari podisti a percorrere in lungo e in largo la regione. Il tutto, “condito” da migliaia di metri di dislivello.

Le tappe erano così programmate: Rocchetta Nervina – Mendatica (55 km e 3300 metri di dislivello). Mendatica – Calizzano (53,5km – 2650 d+). Calizzano – Altare (58km – 2650 d+). Altare – Arenzano (60km – 2100 d+). Arenzano – Sant’Olcese (62,5 km – 3050 d+). Sant’Olcese – Rif. Ventarole (62km – 3350 d+).  Rezzoaglio – Castiglione Chiavarese (59km – 2500 d+). Castiglione Chiavarese -Portovenere (55km – 2050 d+).

La corsa ha fatto inevitabilmente selezione. Il “ne resterà soltanto uno” di Highlander è stato profetico perché soltanto nove atleti, tra cui Fresia, sono stati capaci di completare tutte le prove. Successo finale per Andrea Matteucci (Podistica Torino) davanti a Marcello Villani, Carlo Rossi, Rachel Snijder (olandese, prima donna al traguardo) e, appunto Charlie Fresia.

Il bancario tesserato per Boves Run, classe 1967, non nuovo a imprese sulle lunghissime distanze, ha dato prova di una forza mentale fuori dal comune. Questo ha permesso di sopperire agli inevitabili problemi fisici. Il cuneese ha dimostrato di essere “portatore sano” di forza mentale e spirituale. Valori che gli hanno permesso di giungere al traguardo sorridente con nelle gambe 91h16’44’’ di fatica e, soprattutto, 466km e 21250 metri di dislivello positivo.

“E’ stata un’esperienza unica ed indescrivibile – racconta a caldo un emozionato Fresia -. Paesaggi, sport e relazioni umane che si sono sovrapposti in questi otto giorni di impegno. Pur essendo una prova individuale, abbiamo avuto modo di aiutarci, incoraggiarci ed incitarci fra atleti provenienti da tutto il mondo. Un segno di come lo sport sia un momento di aggregazione e condivisione che nasce, cresce e si sviluppa attorno al concetto di “fatica” e di “obiettivo”. Mi piace in particolare ricordare alcuni momenti di questa gara. La prima partenza, inizio di avventura e, allo stesso tempo, il risveglio del mattino dell’ultima tappa con la convinzione che non ci sarebbero stati problemi in grado di fermarmi. Determinante è stata la preziosa presenza di mia moglie che mi ha assistito, incoraggiato e sostenuto”.

Un affetto vicino e il tifo degli amici e compagni di squadra che seguivano la prova “live” su internet hanno aumentato la consapevolezza dell’atleta. Forse è proprio questa consapevolezza che ha permesso di superare i momenti bui che si sono presentati. “In una delle ultime tappe – conclude Fresia – abbiamo avuto un problema sul percorso. Sono caduto in un dirupo e ho temuto di dover terminare anzitempo la mia prova. Fortunatamente non ho avuto conseguenze e sono riuscito a rientrare in gara per chiudere in bellezza nella meravigliosa Portovenere, patrimonio dell’umanità dell’Unesco”.

 

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