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Domenica 14 aprile 2024

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Muore “Mecu” don Domenico Ricca, salesiano per 40 anni cappellano del Ferrante Aporti

Cuneese di origine, 77 anni, salesiano, si è spento a Valdocco dopo una vita dedicata ai ragazzi e agli ultimi, mercoledì i funerali in Basilica Maria Ausiliatrice

La Guida - Muore “Mecu” don Domenico Ricca, salesiano per 40 anni cappellano del Ferrante Aporti

È morto ieri sera, sabato 2 marzo, poco prima delle 23, don Domenico Ricca, da tutti conosciuto come Mecu. 77 anni, salesiano, fossanese di nascita, con tanti amici cuneesi, la sua famiglia è di Busca, Mecu è sacerdote dal 1975 e dal 1979 per oltre quarant’anni cappellano, in quello stesso carcere che già don Bosco frequentava, il carcere minorile Ferrante Aporti di Torino che ai tempi di don Bosco si chiamava La Generala.
Amava definire il carcere “un oratorio particolare dove non facciamo che attualizzare il sistema preventivo di don Bosco anche per coloro che hanno già perso alcuni spazi di vita, hanno bruciato alcune opportunità, perché sono convinto che per tutti rimane sempre una carta ancora da giocare, quella che don Bosco vedeva in ogni ragazzo”. Un’esperienza ricca e difficile, piena di difficoltà ma densa di rapporti umani unici, che don Mecu amava raccontare ovunque andava. I suoi compiti e incarichi sono stati davvero tanti e in giro per tutta l’Italia e non solo. Sempre attento al mondo degli ultimi è stato tra i fondatori prima della cooperativa sociale Valdocco, poi dell’Ags per il territorio, dei Salesiani per il Sociale, degli Amici di don Bosco onlus che si occupa di adozioni a distanza, consulente in molti tavoli per il ministero della giustizia, delegato per le Acli di Torino e tanti altri incarichi.
Ma è al carcere minorile che ha dedicato la sua vita. E amava ricordare che l’intuizione di don Bosco su oratorio e sistema preventivo era proprio nata dalla frequentazione del santo con i ragazzi del carcere come riporta nelle note biografiche lo stesso don Bosco e qui nascono le sue basi educative sempre attuali: l’accoglienza, il “vi voglio tutti amici”, “io per voi darei tutto”, “anche nel giovane più discolo abbi un punto su cui fare leva”.
Con uno sguardo e un’intelligenza tutta sua e tutta “salesiana” Mecu, ovunque è andato, che sia tra i suoi ragazzi in carcere (tra i tanti ha seguito con particolare vicinanza Omar e Erica di Novi Ligure), i ragazzi delle scuole, nei tavoli ufficiali, tra le autorità, ha sempre saputo scuotere, interpellare, smuovere per suscitare idee e nuove strade a favore dei giovani, specie per quelli più disagiati.
“Il mondo dei giovani – diceva don Domenico – è un mondo di possibilità. Per poter essere fermento in questo mondo, dobbiamo conoscere e valutare positivamente e criticamente ciò che i giovani valorizzano e amano. Quindi capacità di ascoltare, un dialogo “orizzontale”, senza posizioni statiche, senza aggiudicarci previamente il possesso della verità”.
Il racconto della esperienza era diventato un libro intervista di Marina Lomunno “Il cortile dietro le sbarre: il mio oratorio al Ferrante Aporti” edito da Elledici.
È morto all’ospedale Molinette dove era stato ricoverato negli ultimi giorni provenendo da Torino Valdocco dove è sempre vissuto e da dove tutta l’opera salesiana nel mondo è iniziata. E nei cortili di Valdocco lo si incontrava spesso con il suo affezionato sigaro in bocca.

Lascia oltre ai confratelli, tanto amici in tutta Italia e i familiari a Busca, tra cui una sorella suor Orazia, suora Giuseppina a Cuneo.
La salma sarà esposta da domani, lunedì 4 marzo alla casa funeraria di “Euro funerali” in via Sestiere 21 a Torino dalle 8 alle 18, il rosario sarà martedì 5 marzo alle ore 20,30 nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino e i funerali sempre in basilica mercoledì 6 marzo sempre alle 10,30. La salma riposerà poi nel cimitero di Mellea di Fossano.

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