Borgo San Dalmazzo – Sull’abbattimento degli alberi in Largo Battaglione Alpini (leggi qui) riceviamo il commento dell’ex sindaco Marco Borgogno.
“Da cittadino sono veramente dispiaciuto e arrabbiato di avere assistito allo scempio di una bella zona di ingresso alla città. Sono stati abbattuti alberi perfettamente sani, ritti, ben radicati e senza un filo di marcescenza sulle ceppaie; non certo pericolanti. Piante sempreverdi con indiscusso contributo contro l’inquinamento.
Tutto ha inizio negli anni ’80. L’A.N.A. di Massa e Carrara (Associazione Naz. Alpini) dona al Comune e alla delegazione ANA di Borgo (presidente Beppe Rosso ed io sindaco) il blocco di marmo scolpito, in ricordo del sacrificio del battaglione Borgo annientato in terra russa nel gennaio del ’44. Ben pochi di quegli alpini si sono salvati e uno di questi è un toscano di Carrara. È lui, profondamente legato al nostro paese, l’ideatore di questa iniziativa perché ha visto morire anche molti suoi conterranei reclutati in quel battaglione. L’amministrazione di allora decide di approfittare dell’occasione per creare un ingresso decoroso al paese in procinto di diventare città grazie al decreto del Presidente della Repubblica Pertini, mascherando il disordine urbanistico retrostante. Sempre nell’ambito di un decoroso ingresso cittadino seguirà la sistemazione con la rotonda (la prima in Italia) in Largo Argentera e quella “a lumaca” nel sito in discussione. Gli unici a soffrire della presenza degli alberi sono stati gli abitanti delle ville costrette all’ombra in parte della giornata.
Ma, pur nel rispetto che si deve ad ogni cittadino, ogni amministrazione deve valutare l’interesse generale. Ora si farà un nuovo e costoso progetto, ma chiunque passi da quelle parti non può non notare la bruttura che ha evidenziato l’abbattimento di questa barriera verde. Un vero peccato per una amministrazione “green”! Anzi pare proprio, anche dopo l’incomprensibile taglio delle piante sul piazzale Monserrato, che l’annientamento del verde sia diventato endemico. Rimane solamente più il cedro secolare dietro la banca San Paolo, ben più pericoloso di tutti: anche la sua sorte è segnata?”
Marco Borgogno, ex sindaco di Borgo San Dalmazzo