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Mercoledì 19 giugno 2024

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Disturbo della quiete pubblica, titolari di due locali a processo

Si tratta dei gestori del bar “Da Mirela” su piazzale Libertà e del “Chicken King latino’s” in via Silvio Pellico

La Guida - Disturbo della quiete pubblica, titolari di due locali a processo

Cuneo – Prosegue al tribunale di Cuneo il processo per disturbo della quiete pubblica in cui sono imputati S. M. e C. J., gestori del bar “Da Mirela” che affaccia su piazzale Libertà e del “Chicken King latino’s” di via Silvio Pellico. Musica ad altissimo volume fino a tarda notte e installazione di un dehors senza la necessaria autorizzazione comunale, musica alta e schiamazzi che andavano avanti fino a notte inoltrata impedendo ai residenti che abitano nei palazzi vicini di poter riposare, questo il racconto dei tanti residenti chiamati a testimoniare nel corso della precedente udienza.
Racconti confermati dal presidente del comitato di quartiere Cuneo Centro Francesco Carbonero che nel corso dell’ultima udienza ha riferito di aver raccolto numerose segnalazioni da parte dei residenti sulla questione: “Avevo verificato di persona il rumore provocato sia dalla musica alta sia dagli schiamazzi dei clienti davanti ai due locali, e più volte avevamo organizzato degli incontri con i due gestori per scongiurare il ricorso alle vie legali. Da parte della titolare del Chicken King non c’era stata alcuna proposta per risolvere il problema, ci aveva solamente detto che quello era il tipo di clientela che aveva, mentre da parte della titolare del bar ‘Da Mirela’ ci furono proposte di incontri con i residenti. Ci disse che lei aveva bisogno di quelle serate karaoke per andare avanti ma che voleva chiedere un’autorizzazione per farle senza dare fastidio”.
In aula ha deposto anche l’ex amministratrice del condominio che si trova proprio sopra il Chicken King; con lei l’avvocato di parte civile Claudio Massa ha ripercorso la cronologia delle tante lettere spedite fin dal 2019 dall’amministratrice agli organi competenti, Comune, Polizia municipale, assessorato al commercio e attività produttive, all’Arpa, al proprietario del locale, a dimostrazione di quanto fosse risalente nel tempo il disturbo che i residenti della zona erano costretti a sopportare. “A quelle lettere non aveva risposto mai nessuno. Io avevo verificato di persona la situazione andando di sera in via Pellico e avevo visto i tavolini proprio davanti al portone del palazzo. Avevamo installato una luce sopra la porta d’ingresso e loro mi chiesero di mettere un timer e spegnerla per non favorire i clienti del locale. La gente non riusciva a dormire, il rumore si propagava per le scale, una cosa allucinante”.
La lista dei testimoni di accusa non è finita e i residenti della zona continueranno a essere ascoltati nel corso della prossima udienza fissata per il 3 ottobre.

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