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Mercoledì 29 maggio 2024

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Acqua Pubblica, il Tar ha respinto il ricorso contro l’Egato4

La sentenza ha giudicato infondate le contestazioni contro il Piano d'Ambito presentate da Tecnoedil Lavori

La Guida - Acqua Pubblica, il Tar ha respinto il ricorso contro l’Egato4

Cuneo – La sentenza del Tar Piemonte del 27 dicembre ha respinto il ricorso proposto da Tecnoedil Lavori contro l’Egato4 e la Provincia di Cuneo, per ottenere l’annullamento sia del Piano d’Ambito, sia della delibera della Conferenza dell’Egato sulla scelta della forma di gestione. “Il Tar Piemonte – dice Mauro Calderoni, presidente Ato4 Cuneese – ha accolto le ragioni dell’Ente d’Ambito evidenziando, in particolare, che sono infondate le contestazioni contro il Piano d’Ambito in quanto l’Ente d’Ambito ha recepito i dati forniti da Tecnoedil e che l’Ente d’Ambito ha adeguatamente motivato la scelta del modello di gestione interamente pubblica stabilito per la Provincia di Cuneo. Anzi, il Tribunale ha evidenziato che la delibera con la quale l’Egato ha scelto il modello di gestione pubblica conteneva, in allegato, una specifica relazione contenente le motivazioni della scelta stessa e che a tale documento si è aggiunto anche lo sviluppo di un Piano Economico Finanziario asseverato da una società di revisione”.
Nel 2018 l’Assemblea provinciale aveva votato, con la maggioranza del 76%, per una gestione pubblica consortile e la Conferenza Ato4, nel marzo 2019, ha conseguentemente disposto l’affidamento alla società Cogesi.
Appare sempre più velleitaria quindi l’estenuante resistenza di alcuni gestori, peraltro da tempo scaduti, il cui unico risultato è di ingessare il sistema idrico cuneese, impedendo di svilupparne appieno tutte le potenzialità – continua Calderoni -. Giovedì 1° dicembre infatti la Conferenza d’Ambito dell’Ato4 Cuneese ha dovuto deliberare un nuovo incarico legale, incrementando di 30.000 i 156.737 euro già spesi per resistere in giudizi poi tutti puntualmente vinti. E’ necessario conformarsi sempre e comunque alle disposizioni normative, ma generali poiché, se entro una certa misura si possono negoziare degli adattamenti alle gestioni di fatto, non possono invece essere rifiutate in blocco e senza pregiudizio per gli interessi generali. In democrazia le decisioni della maggioranza dovrebbero essere rispettate invece da anni perdiamo tempo e risorse in strascichi giudiziari”.

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