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Sindaco di Cuneo: ballottaggio Manassero-Civallero

16 giugno 2022

Cuneo

Cuneo - Salone d'Onore del Municipio Cuneo - Sarà ballottaggio fra quindici giorni, domenica 26 giugno, tra Patrizia Manassero, vicesindaca uscente della coalizione di Borgna e Franco Civallero, il candidato del centrodestra unito. La Manassero nel corso del lungo scrutinio ha sperato nella vittoria al primo turno, ma già da metà pomeriggio era chiaro che il risultato avrebbe portato al ballottaggio. Complice anche un astensionismo mai così alto per le amministrative del capoluogo: il 45,49% dei cuneesi non è andato a votare, contro il 41,34% di cinque anni fa che aveva segnato la netta vittoria del Borgna bis al primo turno. Hanno votato 25.018, poco più di metà degli aventi diritto. I voti per il sindaco A fine scrutinio, ancora una volta infinito e durato fino alle prime ore del mattino di martedì 14 giugno, le preferenze per Patrizia Manassero sono 11.319 il 46,95%, mentre Franco Civallero si ferma a nemmeno la metà dei voti della vicesindaca, 4.783 preferenze e il 19,84%.  Poco distante da Civallero è la candidata dei Beni Comuni, la consigliera comunale uscente Luciana Toselli con 4.007 voti e il 16,62%. Quarto l’indipendente Giancarlo Boselli con il 7,72% e 1.862 voti, seguito da Beppe Lauria che con le sue sei liste non riesce ad andare oltre il 6,67% e i 1.608 voti. Spariscono i Cinque Stelle con la consigliera uscente Silvia Cina che incassa 402 preferenze e l’1,67% e solo decimali per i 3V di Juan Carlos Cid Esposito, 128 voti per lo 0,53%.  Manassero e Toselli sono anche le due candidate che incassano più voti solo come sindaco senza voti di lista o voti di preferenze ai consiglieri, rispettivamente 521 e 500, mentre più indietro è Civallero con 348 voti personali.  Tra i due candidati al ballottaggio è inversa la situazione su voti al sindaco e voti di coalizione. Le quattro liste della coalizione Manassero sono state più alte in percentuale della loro candidata sindaco, sfiorando il 50% ovvero il 49,92%. Inversa invece la situazione di Civallero perché i quattro partiti di centrodestra sommano solo il 18,98% dei voti, un punto percentuale più basso del candidato sindaco che da solo incassa 500 voti in più delle sue liste. Stessa cosa succede alla Toselli ma in maniera ancora più accentuata: 700 voti in più rispetto al 14,63% delle sue tre liste. E lo stesso vale per Lauria, 150 voti in più, e per Boselli, 100 voti in più. Segno di un apprezzamento da parte dell’elettorato dei candidati sindaci più che delle liste che li hanno scelti. Il confronto con il 2017 Difficile fare il confronto con le ultime elezioni amministrative: per liste diverse e perché gli elettori erano stati 26.531, 1.500 in più di domenica scorsa. Manassero rispetto al Borgna di cinque anni fa con quasi la stessa coalizione (c’erano anche i Moderati che avevano incassato mille voti) in percentuale perde il 14% e 4.000 voti. Il centrodestra di Civallero rispetto a quello di Beppe Menardi del 2017, in percentuale prende quasi 6 punti e 1.200 voti in più.  Altrettanta crescita per i Beni Comuni: cinque anni fa con una sola lista Nello Fierro era arrivato al 9,69% ora la Toselli quasi raddoppia a 16,62% con tre liste e i voti passano da 2.501 a 4.007.    Lauria, ha raddoppiato solo le liste in appoggio, da tre a sei rispetto a 5 anni fa, ma prende solo qualche decimale in più in percentuale (da 5,94% al 6,67%) e 74 voti in più.  Boselli da neofita, non della politica ma come lista autonoma, incassa un significativo 7,72% e 1.862 voti e riesce a far arrivare in consiglio due esponenti. La sua lista Indipendenti  con il 7,83% è la quinta forza del nuovo consiglio comunale e venerdì alle 11 annuncia la scelta che farà per il ballottaggio.  Spariscono i 5Stelle che dal 5,59% di Isoardi sono precipitati all’1,67% di Silvia Cina nonostante la visita a Cuneo del leader Giuseppe Conte, perdendo ben oltre i mille voti dai 1.443 e sparendo dal consiglio comunale. I partiti e le liste Tra i partiti vittoria del Pd, trascinato dal suo candidato sindaco, con il 17,99% è il primo partito della città come già cinque anni fa, ma sia in termini percentuali che in numero di voti è solo una vittoria parziale perché il Pd perde terreno: era al 19,59% e aveva 4.676 voti, oltre 600 in più di oggi. E arrivava da cinque anni di opposizione a Borgna e non aveva il proprio candidato sindaco di partito a trascinare. Ma tra le liste della maggioranza succede così anche a Centro per Cuneo e Cuneo Solidale Democratica. La lista di Delfino e Serale, che si riconferma mister preferenza, si ferma al 15,86% contro il 19,33% del 2017 e a 3.575 preferenze, oltre mille voti in meno (quelli che sarebbero bastati alla Manassero per vincere al primo turno). Un risultato pesante per la lista che aveva il maggior numero di assessori uscenti (4) con Borgna.  La flessione coinvolge l’altra storica lista civica quella di Valmaggia e Lerda, Cuneo Solidale Democratica che passa dal 9,26% al 7,22% perdendo 600 voti. Tiene invece e anche incrementa leggermente i voti Crescere Insieme che sale dall’8,1% all’8,85% con 62 voti in più di cinque anni fa. Nel centrodestra di Civallero, Fratelli d’Italia è primo a una manciata di voti dalla Lega 6,15% e 1.387 voti, una netta crescita del partito della Meloni in città che nel 2017 non era arrivato in consiglio, salvo poi il cambio casacca di Coggiola e Garnero, e si era fermato all’1% con 248 voti: ora ne ha oltre mille in più e riesce a piazzare due consiglieri anche in caso di sconfitta al ballottaggio. Subito dietro la Lega di Salvini e Bergesio che però è in calo: 6,01% e 1.354 voti contro i 1.515 del 2017. Dimezza anche la sua presenza in consiglio. A sorpresa invece il risultato della neonata lista civica di Civallero SìAmo Cuneo che totalizza 1.210 voti e il 5,37% (in caso di vittoria avrebbe ben cinque consiglieri, uno in meno delle corazzate partitiche degli alleati) un salto notevole rispetto alla “storica” civica di centrodestra Grande Cuneo di Menardi che non era andata oltre il 2,9% con 691 voti. In consiglio saranno seduti padre e figlia, Franco e Mavy Civallero. Sparisce dal consiglio, era già successo anche in questa legislatura, Forza Italia che pur con l’unione in una sola lista con l’Udc incassa il 1,45% con 326 voti. Un risultato imbarazzante per la lista che esprime il presidente cuneese della Regione Alberto Cirio. Cuneo per i Beni Comuni diventa la terza lista più votata a Cuneo con l’8,87% e 2.000 voti, meno della corsa solitaria di cinque anni fa, ma è la coalizione che intorno ad essa si è formata (Cuneo Mia soprattutto col 4,02% e la marginale con l’1,73% Idea Cuneo di Bodino) ad essere cresciuta.  Il terzo polo di Lauria non sfonda: le storiche sue liste civiche confermano i soliti voti mentre la lista civica con esponenti che arrivano da altre esperienze, soprattutto, ma non solo, grilline, Cuneo per la Costituzione, non arriva all’1%. Le liste nazionali con tanto di visite in campagna elettorale dei leader romani, hanno portato una manciata di voti o poco più: Italexit di Paragone l’1,35%, Io Apro di Sgarbi 71 voti e Il Popolo della Famiglia di Adinolfi 68 voti. Gli ultimi due superati anche dai 107 voti del Movimento 3V di Juan Carlos Cid Esposito. Voto a Cuneo e frazioni Diverso, ma non così diverso, rispetto alle elezioni passate, è il voto tra Cuneo altipiano e le frazioni. La Manassero vince in tutti i 54 seggi (il 55esimo era quello volante del Covid). Civallero riesce ad avvicinarsi e superare il 30% delle preferenze solo a Roata Canale e Ronchi, ma è sempre secondo in tutte le frazioni e quasi sempre terzo in città, dietro anche alla Toselli che arriva seconda in tutto l’altopiano con picchi a San Paolo. La Toselli in città perde terreno al Donatello e nelle frazioni dove alterna terzo, quarto e quinto posto con Lauria e Boselli che, come prevedibile, fa il botto nei seggi di Cuneo Centro dove arriva al 22,77% e al 17,26%. Il Pd sfiora il 30% a Borgo San Giuseppe e ha picchi a Spinetta, San Pietro del Gallo e San Rocco Castagnaretta. Centro per Cuneo va oltre il 30% a Roata Canale, Spinetta, Bombonina e Madonna delle Grazie e con Serale a San Benigno fa il 45,22%. Crescere Insieme ha un solo picco a Ronchi mentre Cuneo Solidale Democratica si difende a Cerialdo. La Lega tiene nelle frazioni a Ronchi, San Pietro del Gallo, San Benigno, Roata Canale e Bombonina. Le preferenze personali Sulle preferenze personali, se ne potevano esprimere due (uomo e donna nella stessa lista), si conferma come più votato Luca Serale di Centro per Cuneo con 595 voti, ma sono 120 preferenze in meno rispetto al 2017. Si divide il podio Antonino Pittari del Pd 334 voti (erano stati 300 nel 2017) e Valter Fantino di Centro per Cuneo con 319 voti (341 cinque anni fa). Seguono due donne del Pd consigliere comunali uscenti: Sara Tomatis con 309 voti (146 nel 2017) e Carla Santina Isoardi con 304 (ne aveva 233). Gli assessori uscenti si dividono tra chi aumenta i suoi voti e chi ne perde: Marco Vernetti è il sesto più votato con 298 preferenze personali, 60 in più del 2017; Cristina Clerico incassa 275 preferenze 35 in più di cinque anni fa. Di contro Davide Dalmasso passa dai 262 ai 210, Domenico Giraudo dai 239 ai 149 e Paola Olivero ne perde più di cento passando dai 325 ai 218, pur rimanendo la più votata di Crescere Insieme. Sono 117 gli aspiranti consiglieri senza nemmeno un voto e in buona parte nelle liste di Lauria e in quella di Cid Esposito.
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