cuneo

Le pietre d’inciampo in provincia di Cuneo

03 febbraio 2022

Cuneo

Cuneo - pietra inciampo Schiffer Cuneo - È stata deposta, venerdì 28 gennaio, la prima pietra d’inciampo della città di Cuneo. È stata collocata in via Madonna della Riva 102, a Madonna dell’Olmo, nei pressi dell’abitazione di Alessandro Schiffer, ebreo cuneese d’adozione, nato nel 1897, che lì fu arrestato il 6 febbraio del 1944. Condotto nel campo di raccolta di Borgo San Dalmazzo, fu in seguito deportato ad Auschwitz ed assassinato il 10 gennaio del 1945. Il capoluogo va così ad aggiungersi a Piasco e Dronero che, per primi in Granda, hanno scelto d’installare queste opere a ricordo delle vite spezzate dalla follia omicida nazista. Le pietre d’inciampo - in tedesco “Stolpersteine” - nascono agli inizi degli anni Novanta da un’idea di Gunter Demnig, artista berlinese, classe 1947, per preservare la memoria delle vittime della Shoah: non solo Ebrei, ma anche Testimoni di Geova, rom, sinti, omosessuali, disabili, prigionieri politici. Tutti catturati dai nazisti, spesso strappati alla loro quotidianità e alle loro famiglie nei pressi della propria abitazione, e poi deportati nei campi di sterminio, dai quali la maggior parte non ha più fatto ritorno. Per restituire loro dignità umana e farli vivere nel ricordo delle generazioni future, onde scongiurare, da un lato, qualsiasi forma di negazionismo e di oblio e, dall’altro, di reiterazione dell’orrore, su una targhetta di ottone vengono incisi il loro nome e cognome, l’anno di nascita, il giorno della cattura, il luogo di deportazione e la data di morte, quando conosciuta. Facendo propria la frase del Talmud che recita “Una persona viene dimenticata soltanto quando viene dimenticato il suo nome”, Gunter Demnig intende così restituire un’identità ben precisa alle vittime dell’Olocausto, non più semplici numeri dello sterminio nazista, bensì individui con una propria storia alle spalle, interrotta in un giorno qualsiasi dalla follia omicida tedesca. La targhetta di ottone viene, poi, posizionata su un blocco quadrato di pietra delle dimensioni di un sampietrino (10 x 10 cm), a sua volta inserito nella pavimentazione urbana, di solito nei pressi dell’abitazione del deportato. Tassello di un’opera d’arte e di memoria diffusa, ciascuna “Stolpersteine” vuole essere un “inciampo” non già fisico, bensì emotivo e mentale per chi, transitando in quel luogo, viene indotto da quella targhetta a riflettere su quanto accaduto in quel posto, in un preciso momento storico, ad una determinata persona, la cui quotidianità è stata d’improvviso sconvolta, portandola alla morte. Il progetto, avviato nel 1992 con la posa della prima pietra d’inciampo a Colonia, in Germania, ha coinvolto nel tempo quasi tutti i Paesi europei: ad oggi, sono oltre 75.000 le “Stolpersteine” deposte in tutto il vecchio continente. Molte anche le città italiane che hanno aderito all’iniziativa, fra queste alcune località della Granda. Piasco La prima pietra d’inciampo posizionata in provincia di Cuneo è stata quella di Piasco, installata il 16 gennaio 2018, in via Rossana 5, in frazione Sant’Antonio. Ricorda Giuseppe Gallina, nato nel 1926, arrestato nell’agosto del 1944, inviato come lavoratore coatto in Germania, a Kirchmöser, in Brandeburgo. Riuscì, però, a fuggire dal campo di internamento e fece ritorno a Piasco, dove fu a lungo assessore all’Istruzione del Comune e dove morì nel gennaio del 2014. Dronero Il 13 gennaio del 2020 è Dronero a posare cinque pietre d’inciampo: ricordano i membri della giunta popolare del paese arrestati il 2 gennaio 1944 dai nazisti. Quel giorno, una colonna tedesca entrò in Dronero per vendicare l’uccisione del Commissario del Fascio Oreste Milone ad opera di partigiani saluzzesi: diversi edifici vennero incendiati e dieci persone furono barbaramente trucidate. Cinque membri della giunta comunale vennero, invece, arrestati e deportati a Mauthausen, dove morirono: l’avvocato Pietro Allemandi, il tipografo e giornalista Giovanni Lantermino, il suo collaboratore Cristoforo Coalova, l’industriale Magno Marchiò e il geometra Giuseppe Lugliengo. In via Colombo 2 si trova la pietra d’inciampo di Pietro Allemandi, nato nel 1886, avvocato, già sindaco di Dronero fino al 1926, deportato a Mauthausen e assassinato il 23 aprile 1944 a Gusen, sottocampo di Mauthausen. In via Giolitti 73 si ricordano le abitazioni di Giovanni Lantermino e Cristoforo Coalova. Lantermino, classe 1882, tipografo e giornalista, direttore del giornale giolittiano “Progresso di Valle Macra”, dopo l’arresto fu deportato a Mauthausen e assassinato il 23 novembre 1944 al castello di Hartheim. Il suo collaboratore Cristoforo Coalova, classe 1901, tipografo, fu deportato a Mauthausen e assassinato il 13 aprile 1944 a Gusen. In Viale Stazione 10 si trova la pietra d’inciampo di Giuseppe Lugliengo, classe 1901, geometra, deportato a Mauthausen e assassinato il 27 luglio 1944. In via XXIV Maggio 128 si commemora, infine, Magno Marchiò, nato nel 1882, industriale, deportato a Mauthausen e assassinato il 23 aprile 1945 a Gusen. Una sesta pietra d’inciampo è stata collocata in questi giorni a ricordo di Giuseppe Bevione, classe 1923, deportato a Mauthausen e lì deceduto il 1° maggio 1945. Saluzzo Anche Mondovì e Saluzzo hanno commemorato alcune vittime della Shoah con installazioni simili alle pietre d’inciampo, seppur non riconosciute ufficialmente come “Stolpersteine”. Il 26 gennaio 2009 a Saluzzo sono state posizionate le “tracce del ricordo”: 21 targhette di ottone sono state poste all’ingresso delle abitazioni degli Ebrei saluzzesi deportati ed uccisi ad Auschwitz. Esse recano il nome e il cognome della vittima e la sua età al momento della morte. In via Bodoni 1 si ricordano Anna Segre Levi, Aldo Levi, Beniamina Levi e Felice Levi. In via Spielberg 11 abitavano Marco Levi, Gemma Colombo Levi, Eleonora Levi, Regina Levi ed Elia Levi. In via Spielberg 27 risiedevano Pia Levi, Amelia Levi, Lelio Levi, Adele Segre e Annetta Levi. In piazza Risorgimento 46 vivevano Marco Moise Segre ed Emanuele Sionne Segre. In piazza Risorgimento 41 dimoravano Moise Segre ed Emma Segre In via Martiri della Liberazione vivevano Carmen Segre Lattes e Decima Lattes. In piazza Garibaldi 5 si ricorda Lea Diena. Mondovì A Mondovì, traendo ispirazione dalle pietre d’inciampo, grazie alle ricerche condotte anche dagli studenti degli istituti scolastici locali, sono state posizionate delle “targhette delle memoria”. Esse intendono commemorare persone comuni residenti a Mondovì, non solo ebree e non solo deportate nei campi di sterminio, che hanno trovato la morte durante le vicende belliche. In via Sant’Agostino, a Breo, si ricordano: Beniamina Livia Vittoria Levi, nata nel 1917, deportata ad Auschwitz e lì assassinata il 4 marzo 1945; Aldo Levi, nato nel 1905, deportato ad Auschwitz e ivi deceduto in data ignota; Pia Clelia Marianna Levi, classe 1899, deportata ad Auschwitz e qui assassinata in data ignota. In via Oderda 36, si commemora Giuseppe Biagio Fulcheri (Mondovì 21/11/1912 - Mauthausen - Gusen, 22/02/1945). In corso Statuto 33, si ricorda Guido Calleri, (Mondovì 21/03/1896 - Mauthausen, Gusen, 21-01-1945). In via San Francesco d’Assisi 12, Pier Mario Garelli, detto Piero (Mondovì 9/05/1905 - Mauthausen, data ignota). In via G.B. Beccaria 2, Vincenzo Bellino (Mondovì, 19/07/1915 - Cibeno di Carpi, 12/07/1944). In piazza Santa Maria Maggiore 7, Oreste Peirone (Mondovì, 6/06/1914 - Auerbach, 14/07/1945). In via Vico 69, Delfina Ortona (Casale Monferrato, 11/12/1904 - Auschwitz, 24/02/1944) In via Pietro Soresi 12, Bernardo Manassero (nato a Mondovì il 25/03/1914 - morto nello Stammlager 1 B il 19/03/1944). In via Francesco Gallo 4, Adolfo Vietto (nato a Mondovì il 4/06/1924 - morto a Dortmund il 9/06/1944). In via del Teatro 9, Carlo Foglio (nato a Mondovì il 4/04/1903 - morto a Borovnica il 14/07/1945). A breve, in occasione del Giorno del Ricordo che rievoca i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata, si scoprirà una targa pergamena a memoria di un monregalese ucciso in un campo di sterminio jugoslavo.  
Cuneo Saluzzo Mondovì Dronero Granda Ricordo Memoria Piasco Ebrei Shoah Nazismo Prendi il volo