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Sabato 15 dicembre 2018

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Come si vota domenica 4 marzo con il Rosatellum bis

Un solo segno sulla scheda, gialla al Senato e rosa alla Camera, vietato il voto disgiunto

Fac simile scheda Camera

Cuneo – Domenica 4 marzo si vota per la prima volta con il sistema misto maggioritario-proporzionale del Rosatellum bis. Seggi aperti dalle 7 alle 23 nelle 690 sezioni della provincia di Cuneo. Due le schede che saranno consegnate agli elettori: gialla per il Senato per gli over 25, e rosa per la Camera.
Le modalità per votare sono essenzialmente due, cioè l’elettore può tracciare una croce sul nome del candidato all’uninominale (esempio 1) oppure il simbolo di uno dei partiti che lo appoggiano (esempio 2). Nel caso in cui l’elettore esprima la sua preferenza solo nell’uninominale il suo voto al candidato viene esteso automaticamente alla lista e, nel caso di coalizione, sarà distribuito tra le liste (in provincia entrambe le coalizioni hanno ognuna quattro liste)  che lo sostengono proporzionalmente ai risultati delle liste stesse in quella circoscrizione elettorale.

 

Nel caso in cui l’elettore voti invece per un partito, in coalizione o da solo, il voto verrà automaticamente assegnato al candidato dell’uninominale.

Eventualmente l’elettore potrà anche mettere due croci, una sul nome del candidato all’uninominale e una sul simbolo del partito scelto (esempio 3). In questo caso come nel secondo esempio il voto per il proporzionale andrà al partito scelto e il voto all’uninominale andrà a favore del singolo candidato corrispondente.

Voti annullati

La scheda e il voto verranno annullati nel caso in cui si pongano più di due segni sulla scheda (esempio 4).

Con il Rosatellum non si può mai fare il voto disgiunto (esempio 5) cioè porre un segno sul nome del singolo candidato all’uninominale e sul simbolo di un altro partito singolo o in una coalizione che non sostiene quel candidato.

Inoltre non si può porre un segno su uno dei candidati delle liste proporzionali poste accanto ai simboli dei partiti (esempio 6), cioè su uno dei nomi, scritti in caratteri più piccoli a fianco di ogni singolo partito e che riportano i numerini a fianco da 1 a 4. In questo caso, anche se le intenzioni di voto appaiono chiare nella scelta del partito, la scheda rimane comunque contestabile.

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