"Ci dicono che siamo giovani, che siamo il futuro - ha cominciato così il suo discorso Pietro, studente del Virginio Donadio - ma noi siamo anche il presente e non abbiamo intenzione di aspettare che qualcun altro decida come dobbiamo viverlo. Siamo qui per qualcosa che ci importa, perchè abbiamo idee, sogni, paure e rabbia, perchè guardiamo quello che succede intorno e noi non vogliamo abituarci a queste ingiustizie".
Queste alcune delle parole pronunciate nella mattinata di oggi, venerdì 30 ottobre, durante la manifestazione “Le monde est à nous”, promossa dal movimento studentesco "per rivendicare il diritto a manifestare liberamente senza censura e clima di terrore, per una vita sostenibile e dignitosa e per chiedere investimenti in educazione e servizi pubblici, non in armi e guerre".
"La giornata di oggi nasce come sciopero internazionale dei porti, oggi in più di 100 porti in più di 20 paesi in 5 continenti i lavoratori incrociano le braccia per dire che i portuali non lavorano per la guerra - ha continuato così gli interventi un docente sindacalista - ma la motivazione si è intrecciata con ciò che è successo nelle ultime settimane, con l'attivazione di nuovi pezzetti di società, dagli agricoltori e gli autotrasportatori al sud Italia e soprattutto dagli studenti".
Il corteo, organizzato per "difendere il proprio futuro e il diritto a manifestare", ha visto un'ampia partecipazione da parte di studenti provenienti da moltissime scuole del cuneese, dei loro insegnanti e del personale ATA, di membri di associazioni e di sindacati e della società civile.






