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In Prefettura a Cuneo la doppia mostra di Confartigianato e Valerio Berruti

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Il filo che lega artigianato, arte e futuro in un percorso tra tradizione e nuove tecnologie, visioni di domani e responsabilità verso le prossime generazioni

Redazione 23 ottobre 2026

Cuneo



«Se c'è una parola che, più di tutte, sta caratterizzando l'artigianato in questi anni, è proprio futuro».

Parte da questa riflessione di Daniela Balestra, presidente di Confartigianato Imprese Cuneo, il racconto di una delle motivazioni che hanno dato vita alla mostra “L'artigiano che verrà. Visioni di futuro”, organizzata dall'Associazione di categoria in collaborazione con la Prefettura di Cuneo.

Eletta poco meno di un anno fa insieme ai vicepresidenti Michele Quaglia e Davide Merlino, Balestra è la prima donna alla guida dell'organizzazione più rappresentativa dell'artigianato e della piccola e media impresa della provincia. Una presidenza che, fin dai suoi primi passi, ha posto al centro della propria visione la capacità di accompagnare le imprese verso le sfide di domani, senza disperdere quel patrimonio di competenze, valori e conoscenze che costituisce l'identità del mondo artigiano.

Non è un caso che proprio il futuro sia stato il protagonista anche del recente Summit sulla sostenibilità e sull'innovazione territoriale, organizzato da Confartigianato Cuneo lo scorso 19 ottobre e significativamente intitolato “Eredi del futuro. Il patto tra generazioni”. L'appuntamento si è svolto nel nuovo auditorium “HUB – Spazio Artigiano”, recentemente ultimato presso la sede provinciale dell'Associazione e destinato a essere ufficialmente inaugurato a novembre, nell'ambito di un convegno al quale è attesa anche la partecipazione del presidente nazionale Marco Granelli.

Un titolo, quello del Summit, che richiama il concetto di essere buoni antenati: un invito a non considerarci soltanto figli del passato, eredi di quanto costruito da chi ci ha preceduto, ma soprattutto predecessori del futuro, consapevoli della responsabilità che le scelte di oggi avranno sulle generazioni di domani.

Una responsabilità che non significa soltanto custodire e preservare, ma anche guardare avanti con fiducia, immaginando un domani migliore da costruire insieme. Perché, se è giusto impegnarsi a consegnare ai nostri figli un pianeta migliore, altrettanto importante è consegnare al pianeta figli migliori, capaci di affrontare con consapevolezza, competenza e sensibilità le trasformazioni che li attendono.

È proprio dall'incontro tra memoria e visione, tra eredità e cambiamento, che prende forma “L'artigiano che verrà. Visioni di futuro”, il percorso espositivo ospitato negli eleganti saloni del Palazzo del Governo.

Da un lato, la mostra racconta l'artigianato attraverso fotografie e illustrazioni che, negli ultimi anni, Confartigianato Cuneo ha realizzato per valorizzare il comparto nell'ambito di eventi, iniziative e prestigiose pubblicazioni edite da Nino Aragno Editore. Immagini e suggestioni che appartengono al progetto “Creatori di Eccellenza”, nato con l'obiettivo non soltanto di promuovere le imprese e i loro prodotti, ma anche di raccontare la provincia di Cuneo e le sue peculiarità attraverso una proposta di valorizzazione turistica ed esperienziale del territorio.

Dall'altro, il percorso invita a spostare lo sguardo in avanti, verso quelle “visioni di futuro” che permettono di immaginare come cambieranno il lavoro, i laboratori, le competenze e le imprese artigiane nei prossimi anni.

Il ben fatto è da sempre la cifra distintiva dell'artigianato italiano, una preziosa eredità che affonda le proprie radici nella tradizione e nel sapere tramandato di generazione in generazione. Ma sarebbe riduttivo considerare questo mondo soltanto come custode di antichi mestieri.

Nell'ultimo decennio, scrollandosi definitivamente di dosso l'immagine ormai superata della bottega legata esclusivamente al passato, l'artigianato ha saputo affiancare al sapere dei padri una sempre più marcata vocazione all'innovazione, dimostrando di possedere uno straordinario slancio verso la modernità.

Del resto, gli artigiani sono innovatori da sempre. La capacità di individuare soluzioni originali, adattare strumenti e processi, sperimentare materiali e tecniche nuove appartiene alla natura stessa del loro lavoro. Un'attitudine che consente non soltanto di competere con realtà produttive di maggiori dimensioni, ma anche di migliorare la qualità del lavoro e contribuire al progresso delle comunità in cui le imprese operano.

Grazie alla loro duttilità di pensiero e di azione, unita a una flessibilità imprenditoriale quasi genetica, le imprese artigiane sono spesso tra le prime a intercettare i cambiamenti, interpretarli e integrarli rapidamente nelle proprie strategie.

Oggi questa predisposizione incontra le grandi trasformazioni tecnologiche: robotica, intelligenza artificiale, automazione, stampa 3D, realtà aumentata, nuovi materiali e processi produttivi sempre più sostenibili stanno ridefinendo le possibilità del settore, con una diffusione crescente delle soluzioni innovative.

Tecnologie che non cancellano il mestiere, ma ne ampliano le potenzialità, mettendo nuovi strumenti al servizio dell'intelligenza, della creatività e della sensibilità umana.

L'artigiano che verrà è dunque un professionista capace di abitare pienamente il proprio tempo: saldo nelle competenze, aperto alla sperimentazione, pronto a trasformare il proprio modo di lavorare senza perdere la propria identità. Un protagonista di quel sistema produttivo che continua a rappresentare una delle cifre distintive del nostro Paese e una componente fondamentale del suo patrimonio economico, sociale e culturale.

Ed è proprio questa dimensione culturale ad aprire un ulteriore orizzonte del progetto espositivo: l'incontro tra artigianato e arte, tra il valore del saper fare e la capacità di immaginare ciò che ancora non esiste.

Un dialogo che assume un significato particolare anche in prospettiva delle iniziative che vedranno coinvolta Confartigianato Cuneo nel 2027, in occasione degli eventi legati ad Alba, Capitale italiana dell'arte contemporanea.

A rendere ancora più suggestivo questo intreccio è la presenza delle opere di Valerio Berruti, artista albese di fama internazionale, protagonista della rassegna “Quel che resta dell'estate”, allestita nei magnifici giardini della Prefettura di Cuneo, straordinariamente aperti al pubblico.

Nell'universo artistico di Berruti, l'infanzia appare come una condizione sospesa, un tempo in cui l'identità è ancora in formazione e il futuro conserva intatte tutte le proprie possibilità. Le sue figure, raccolte e silenziose, sembrano interrogare ciò che siamo e, soprattutto, ciò che potremmo diventare.

È proprio in questa idea di divenire che le opere dell'artista incontrano idealmente il racconto dell'artigianato contemporaneo.

Come i bambini rappresentati da Berruti custodiscono in sé un universo di possibilità ancora da esplorare, così il mondo artigiano porta nel proprio patrimonio di conoscenze il potenziale per immaginare nuove forme, nuovi linguaggi e nuove prospettive di sviluppo.

Arte e artigianato condividono, in fondo, una medesima tensione verso il futuro: la capacità di intuire qualcosa che ancora non c'è, di darle forma attraverso il sapere, la sensibilità e la creatività, e di trasformare una visione in realtà.

Ad arricchire ulteriormente il percorso espositivo, i visitatori potranno inoltre vivere un'esperienza immersiva nel mondo dell'artigianato grazie a visori 3D a 360°, che permetteranno di entrare virtualmente nei laboratori artigiani, osservando da vicino gesti, lavorazioni e competenze che raccontano l'eccellenza del saper fare del territorio.

«Aprire le porte del Palazzo della Prefettura alla cittadinanza attraverso l’arte e la cultura – ha dichiarato Mariano Savastano prefetto della provincia di Cuneo – è un segnale di vicinanza e condivisione. Questa doppia mostra valorizza l’area verde del giardino e le nostre sale storiche, dimostrando come le istituzioni possano farsi promotrici di bellezza, dialogo e crescita per l’intero territorio».

Dopo l'inaugurazione del 12 ottobre, la doppia esposizione continua così a offrire a cittadini e visitatori un'occasione per avvicinarsi all'arte e all'artigianato, scoprendo al tempo stesso gli spazi di uno dei palazzi istituzionali più rappresentativi della città.

L'iniziativa conferma il valore della collaborazione tra istituzioni, mondo produttivo e protagonisti della cultura, contribuendo a rendere il Palazzo del Governo un luogo di incontro, partecipazione e condivisione aperto alla comunità.

Un'esperienza che invita, soprattutto, a guardare al domani con occhi nuovi. Perché il futuro non è soltanto qualcosa che ci attende, ma qualcosa che siamo chiamati a costruire. E l'artigianato, con la sua capacità di unire tradizione e innovazione, memoria e immaginazione, dimostra di avere tutte le qualità per esserne protagonista.

La doppia mostra resterà visitabile fino al 1° novembre 2026, con aperture dal giovedì alla domenica e ingresso libero.


Informazioni per la visita

Mostre: “L'artigiano che verrà. Visioni di futuro” e “Quel che resta dell'estate”

Luogo: Palazzo del Governo – Prefettura di Cuneo

Periodo: fino al 1° novembre 2026

Prossime aperture: da giovedì a domenica

Orari: 10.00–12.30 / 15.00–18.00

Ingresso: libero

Informazioni: eventi@confartcn.com








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