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Il “Salve Regina” del bovesano Lorenzo Subrizi al Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone

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Sabato 24 ottobre la nuova composizione per coro e orchestra d’archi. Un viaggio musicale attraverso i secoli, dal Rinascimento ai giorni nostri.

Marco Campagna 16 ottobre 2026

Boves

Una nuova prestigiosa commissione per il compositore bovesano Lorenzo Subrizi, protagonista del 35° Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone. Sabato 24 ottobre, alle 20.45, nel Duomo Concattedrale di San Marco, verrà eseguito un suo inedito lavoro dedicato al “Salve Regina”. L’opera, scritta per coro e orchestra d’archi, si inserisce in un percorso musicale che attraversa diversi secoli della storia della musica sacra. Il programma propone infatti differenti interpretazioni della celebre antifona mariana, passando dal Rinascimento alla musica contemporanea. Un viaggio che accosta compositori come Josquin Desprez, Mendelssohn e Arvo Pärt alla nuova partitura firmata dal musicista cuneese.

“La commissione è arrivata circa un anno fa – racconta Subrizi – ed è stata una richiesta particolare, insolita, ma molto stimolante”. Il compositore bovesano ha già lavorato a numerose partiture corali e orchestrali, ma questa nuova esperienza presenta caratteristiche differenti. “Mi è capitato di ricevere commissioni per brani corali e orchestrali. Lavorare contemporaneamente con coro e orchestra d’archi rappresenta però una sfida particolare”. Una sfida che riguarda soprattutto la ricerca di un equilibrio tra sonorità differenti, senza rinunciare alle caratteristiche espressive di ciascun elemento. “Bisogna trovare soluzioni per far coesistere questi timbri così differenti e dare a ognuno una propria caratteristica”. La richiesta nasce dalla volontà di proporre una nuova interpretazione musicale del “Salve Regina”, affiancandola a quelle realizzate dai grandi compositori del passato. “È difficile essere accostato a questi tipi di compositori – ammette Subrizi – ma ognuno prova a dare una propria interpretazione del testo”.

Il punto di partenza del lavoro è stato proprio il significato delle parole della preghiera mariana. “Ho diviso il testo in quattro grandi aree, ognuna legata a un aspetto devozionale differente”. La composizione si sviluppa quindi attraverso quattro sezioni musicali, caratterizzate da ambienti sonori e intensità diverse. Un ruolo centrale è affidato al rapporto tra la dimensione divina e quella umana, che Subrizi ha cercato di distinguere anche musicalmente. “Quando si parla di Maria, c'è un certo tipo di ambiente sonoro. Quando invece è l'uomo a chiedere e pregare, tutto cambia. Ho cercato di separare il divino e l'umano anche a livello musicale, attraverso sonorità e intensità differenti”. La preghiera diventa così un dialogo musicale tra la figura della Vergine e l'umanità che cerca conforto. Particolarmente significativa è la dimensione della supplica, nella quale l’artista ha voluto sottolineare la fragilità della condizione umana. “Quello dell'uomo è quasi una richiesta d'aiuto”, spiega Subrizi.

Le quattro sezioni non rappresentano però episodi musicali indipendenti. A unirle è un unico tema, sviluppato e trasformato secondo il significato delle parole. Una scelta compositiva che permette di mantenere un filo conduttore, pur passando attraverso atmosfere e linguaggi espressivi differenti. Un “Salve Regina” che, pur affondando le radici in una tradizione secolare, cerca di raccontare con un linguaggio contemporaneo sentimenti profondamente umani. La devozione, la fragilità, la speranza e quel bisogno di aiuto che da secoli accompagna le parole rivolte alla Vergine.

La nuova partitura rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso artistico di Subrizi, da anni impegnato tra musica vocale, orchestrale e cinematografica. Classe 1991, diplomato in composizione con il massimo dei voti al Conservatorio “Ghedini” di Cuneo, ha progressivamente ampliato la propria attività anche all'estero. Nel 2024 ha partecipato alla realizzazione della colonna sonora del docufilm “Il Santo di carne”, diretto da Giuseppe Alessio Nuzzo. Il film, interpretato da Enrico Lo Verso, racconta la vita di sant'Alfonso Maria de' Liguori, autore della celebre “Tu scendi dalle stelle”. Nel 2025 ha inoltre contribuito con cinque brani originali alla colonna sonora di “Come Romeo e Giulietta”, sempre di Nuzzo. Nello stesso anno, insieme con Valentino Cervini, ha firmato “Kintsugi”, suite orchestrale per la pace commissionata dall'Orchestra Sinfonica di Sanremo. Sempre nel 2025 è arrivata anche la vittoria del Premio Luciano Vincenzoni di Treviso, nella sezione dedicata alle musiche per film. A queste esperienze si aggiunge l'attività con i Rebel Bit, quartetto vocale cuneese protagonista di concerti, festival e riconoscimenti internazionali. Il concerto di Pordenone rappresenta quindi un'altra tappa significativa per il musicista bovesano, questa volta attraverso una composizione dedicata alla spiritualità. La serata vedrà protagonisti il Coro Sant'Antonio Abate di Cordenons, il Coro Melicus di Marostica e l'Orchestra da Camera di Pordenone. Con loro il soprano Kamilla Karginova, sotto la direzione del maestro Marco Berrini.

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