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Aumenti per gli infermieri del 118: "Una grave discriminazione salariale"

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Dura presa di posizione di Cgil e Uil contro l'accordo firmato dalla Regione con alcune sigle di rappresentanza che prevede un incremento indiretto del salario per chi lavora nell'emergenza

Monica Arnaudo 16 ottobre 2026

Cuneo

"Si tratta di una grave discriminazione salariale nei confronti del personale". Durissima presa di posizione di Fp Cgil Piemonte e Uil Fp Piemonte Valle d'Aosta contro l'accordo regionale firmato mercoledì 14 ottobre a Torino con i sindacati Nursind, Nursing Up, Cisl Fp e Fials che prevede, tra le altre cose, un intervento finanziario della Regione per equiparare le differenze retributive esistenti tra gli infermieri in servizio nell’Emergenza 118 a seconda dell’azienda sanitaria o ospedaliera da cui dipendono.

"La Regione ha trovato improvvisamente le energie, le risorse economiche e la velocità per 'armonizzare il trattamento economico accessorio' di una sola categoria, ovvero un aumento indiretto del salario del solo personale operante nel servizio di emergenza territoriale 118 - scrivono Fp Cgil e Uil Fp, sigle che non hanno partecipato all'incontro in quanto non firmatarie del contratto -. In un panorama sanitario regionale decisamente critico come quello piemontese, per il blocco delle assunzioni, le carenze di organico, i servizi sotto pressione e la progressiva erosione dei diritti di chi ogni giorno lavora in prima linea".

L'accusa è diretta al presidente Alberto Cirio e all'assessore alla Sanità Federico Riboldi che, scrivono le organizzazioni sindacali, "si avocano una responsabilità politicamente gravissima che non troca precedenti in materia di salario e di contrattazione integrativa regionale. Ancora una volta hanno scelto di dividere il personale, di premiare alcuni (seppur meritevoli) contro tutti gli altri".

Mentre i sindacati che hanno sottoscritto l'accordo esprimono soddisfazione, Cgil e Uil hanno indetto una conferenza stampa per lunedì 19 ottobre a Torino (ore 10.30 Sala Buozzi, via Bologna 1) per ribadire le proprie priorità: sbloccare le assunzioni, rendere concretamente praticabile la mobilità regionale, studiare strumenti realmente applicabili sul welfare e destinare risorse aggiuntive ai fondi contrattuali di tutte le Aziende, per armonizzare verso l’alto il salario accessorio. "Non chiediamo di togliere a qualcuno - ribadiscono -, ma di riconoscere il valore di tutto il personale del 118 merita attenzione e valorizzazione, così come tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che ogni giorno garantiscono il funzionamento della sanità pubblica. Le risposte per alcuni non possono diventare nuove disparità per gli altri. Ora è il momento di dire basta! La dignità di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del Servizio Sanitario Regionale non può essere continuamente calpestata. La Regione deve investire le risorse economiche per aumentare i fondi contrattuali di tutte le aziende per armonizzare il salario accessorio di tutto il personale prendendo a riferimento il valore più alto riconosciuto nel territorio piemontese. Siamo pronti a lavorare per costruire soluzioni, ma servono condizioni precise: risorse certe, impegni verificabili, tempi definiti e pari dignità per tutto il personale del Servizio sanitario regionale. O la Regione riconosce la pari dignità di tutto il personale sanitario, oppure sarà conflitto".


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