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In piazza a Cuneo "Una tavola ci unisce"

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Il 27 settembre torna l'appuntamento con l'evento solidale organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII

Redazione 07 settembre 2026

Cuneo

Un’opera d’arte affidata alle persone e che si completa solo mettendosi tutti insieme: è la provocazione di 'Un Pasto al Giorno', l'evento solidale della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi nel 1968, che il 27 settembre tornerà nelle piazze di tutta Italia per sensibilizzare sul tema della fame nel mondo. A chi sceglierà di fermarsi sarà consegnata una tessera in legno, pezzo di un grande puzzle illustrato; un tassello pensato per ricordare che la risposta alla fame non si può delegare e che il contributo di ciascuno, per quanto piccolo possa sembrare, è indispensabile per dare forma a un impegno che può essere efficace solo se collettivo. La provocazione, dunque, è chiara: il 'disegno' resta incompleto se ciascuno non fa la propria parte, contribuendo a completare l’immagine e assumendosi la responsabilità di non voltarsi dall'altra parte di fronte a un'ingiustizia globale.

Una mobilitazione che in Piemonte parte da una presenza fortemente radicata sul territorio: sono 6 le realtà di accoglienza della Comunità attive nella regione e circa 400 le persone accolte ogni anno. La responsabilità collettiva di cui parla la Comunità non riguarda soltanto le aree più povere del pianeta: anche nel territorio regionale la povertà resta una realtà concreta; secondo gli ultimi dati Istat, l’incidenza della povertà relativa familiare nella regione si è attestata all'8,8%. Un dato che riporta il tema al cuore dei territori e delle comunità locali, mostrando come povertà ed esclusione non siano fenomeni così lontani.

L'illustrazione del puzzle firmata da Filippo Serafini — figlio di una famiglia della Comunità cresciuta nella parrocchia che fu di don Benzi — racconta la realtà fondata da don Benzi attraverso un’unica, lunghissima tavola, affresco di una vita da vivere insieme e luogo di condivisione in cui non esiste distinzione tra chi offre e chi riceve perché tutti vi siedono insieme. Attorno si incontrano bambini, anziani, persone con disabilità o senza dimora, famiglie, volontari e missionari: c’è chi aggiunge un posto in più, chi condivide il pane, chi spinge una carrozzina, chi tende un piatto a chi arriva. È la traduzione in immagine di ciò che la Comunità vive ogni giorno nelle sue case famiglia, nelle Capanne di Betlemme, nelle comunità terapeutiche, nei centri nutrizionali, nelle missioni e nelle sue realtà di accoglienza presenti in circa 40 Paesi del mondo. Il puzzle in legno, dalle cui tessere sono stati realizzati altrettanti magneti che saranno consegnati in piazza affinché ognuno porti con sé un pezzo di quest’opera, è stato realizzato dalla Cooperativa sociale Ro’ La Formichina, realtà nata in provincia di Catania dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, che coinvolge tutte quelle persone che il mondo del lavoro aveva scartato e che attraverso il lavoro del legno hanno trovato un’occasione di riscatto e di reinserimento.

Ogni dettaglio dell’illustrazione rimanda a una storia reale della Comunità: dal Bangladesh allo Zambia, dal Brasile alla Bolivia, fino alle mense di strada e alle case di accoglienza italiane. Luoghi diversi, accomunati dalla stessa convinzione: il cibo non è mai soltanto cibo, ma può diventare istruzione, salute, protezione e possibilità di futuro. È l’impronta di don Benzi, che alla risposta al bisogno ha sempre unito la scelta radicale di condividere la vita con gli ultimi: non basta dare da mangiare, occorre fare posto alla propria tavola.

Ed è proprio da questa visione che nasce un modello nel quale garantire il pasto smette di essere soltanto assistenza e diventa relazione, appartenenza e restituzione di dignità. Il messaggio della campagna 'Una tavola ci unisce: insieme facciamo posto alla dignità' dice questo: la fame non è una realtà lontana da osservare con compassione, ma una ferita che interroga la responsabilità collettiva. Per questo, la Comunità continua a parlare di condivisione prima ancora che di assistenza, di dignità e giustizia prima ancora che di carità. E sceglie la tavola come simbolo di una relazione che mette tutti sullo stesso piano. “C’è un'enorme differenza fra dare da mangiare all’affamato e invitarlo a condividere il pasto alla propria tavola. La condivisione annulla la distanza fra chi ha e chi non ha”, spiega il presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, Matteo Fadda, riprendendo il pensiero di don Benzi. L’iniziativa 'Un Pasto al Giorno', dunque, “vuole essere proprio questo: invita a uscire dall'individualismo e dall'egocentrismo per entrare nella logica del noi e compiere insieme un atto di giustizia distributiva e riparativa”, aggiunge Fadda. 'Un Pasto al Giorno', dunque, non è un gesto di carità, ma un atto di giustizia che invita ciascuno a riconoscersi parte della stessa umanità.

Anche a Cuneo e in provincia, i volontari e i membri della Comunità saranno presenti sul territorio il 27 settembre e nelle settimane successive. L’elenco completo delle piazze e tutte le informazioni sull’iniziativa sono disponibili sul sito: unpastoalgiorno.org