cronaca

Maxi rissa in carcere, la ricostruzione dei fatti e nove detenuti a processo

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Al Cerialdo nel luglio 2024, nello scontro tra due fazioni (georgiani e magrebini) per il dominio nella sezione

Camilla Pallavicino 25 agosto 2026

Cuneo

Il sovrintendente di Polizia penitenziaria chiamato a deporre in aula in merito alla maxi rissa che si scatenò l’11 luglio 2024, nella terza sezione del padiglione Gesso del carcere di Cerialdo, ricordava quel periodo come molto difficile: “Accadevano continuamente eventi critici, fu un periodo molto brutto. Quel giorno in particolare lo scontro si verificò al momento dei passeggi, quando si aprono le celle dei detenuti per farli uscire fuori: salii con i colleghi per intervenire”. A rincorrersi per corridoi lanciando caffettiere, fornelletti e bastoni, erano due gruppi contrapposti, quello dei georgiani con alcuni italiani contro il gruppo dei nordafricani. All’origine dello scontro tra fazioni, il controllo e il predominio all’interno della sezione. Nove le persone riconosciute dagli agenti e riprese dalle telecamere dei corridoi mentre si rincorrevano e picchiavano, tanti quanti i rinviati a giudizio per rissa al processo in corso al tribunale di Cuneo. Sei le persone ferite nello scontro, quattro accompagnate in infermeria e medicate, mentre due sono state trasferite in ospedale: “Ci eravamo fermati al cancello di ingresso della sezione, siamo riusciti a riportare la calma e a farli rientrare nelle celle. A uno avevano rotto i denti, un altro era ferito ed ebbe sette punti di sutura in testa”, ha aggiunto il sovrintendente. C’erano già stati episodi simili di aggressione nei mesi precedenti e in seguito alla rissa di luglio venne chiesto l’allontanamento di alcuni detenuti, ha riferito l’ex vicecomandante del padiglione.

Dalle immagini sembrerebbe che la rissa fosse scaturita dalla lite tra un detenuto italiano e un magrebino, soccorso subito da altri compagni nordafricani: “Erano nella saletta della socialità dopo che erano state aperte le celle per andare ai passeggi. Già in passato si erano verificate altre aggressioni, a febbraio un georgiano aveva scavalcato la rete del campo da calcio per andare a picchiare un nordafricano. Tra maggio e giugno c’erano stati altri episodi e due detenuti marocchini erano stati trasferiti. I georgiani erano molto più determinati, i magrebini si erano poi organizzati per fare fronte comune. In seguito chiedemmo il trasferimento di altri sette detenuti, un italiano, tre georgiani e tre nordafricani”, ha aggiunto l’ex vicecomandante. Il processo è stato rinviato al 5 ottobre per la conclusione dell’istruttoria.

Cuneo Processo Rissa Detenuti

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