
La complessità, intesa come ampia rete di relazioni che uniscono indissolubilmente più elementi, è intrinseca agli ecosistemi e “accettarla è il primo passo per comprendere la natura”. È il presupposto con cui la ricercatrice, zoologa di professione, accosta l’ambiente montuoso nei suoi rapporti con la crisi climatica. Con questo presupposto metodologico, spiega, si possono infatti analizzare le variazioni biologiche dei vari ambienti connesse all’altezza.
Queste sono le prime informazioni a carattere scientifico che l’autrice fornisce al lettore e, a dir il vero, sono anche le uniche a presentarsi in forma così sistematica. Infatti il seguito del libro, che pure ha un sottotitolo di tutto rispetto, “Gli ecosistemi montani alla prova della crisi climatica”, è un piacevole cammino verso l’alto.
Questo percorso si immerge poi in un invito alla camminata, in silenzio, “immersi nella propria personale interpretazione dell’atto del camminare”, con gli occhi aperti per cogliere le particolarità dell’ambiente e della vita che ospita. La scelta del movimento in salita consente di attraversare vari spazi a quote diverse con le loro specificità di vita animali e vegetale. Si parte da un altopiano boscoso per raggiungere una cima. L’autrice guida con leggerezza il cammino ogni volta soffermandosi sugli incontri che si possono fare dalla salamandra di Aurora al fringuello alpino fino al brulicare di piccoli esserini nei ghiacciai più alti.
Un percorso che solo a prima vista appare diario personale, perché a ben guardare l’autrice non manca mai di sottolineare le caratteristiche delle varie specie, per lo più insolite, avvistate. Il tutto non si sofferma alla descrizione soltanto. Gode sempre di una prospettiva precisa che è il rapporto con la questione climatica e la presenza dell’uomo.
Salire per sopravvivere
di Chiara Bettega
Editrice People
euro 14