Vino buono ma anche giusto: Langhe e Roero lanciano un sistema di qualificazione etico-legale
Presentata l'iniziativa di Prefettura, Cciaa e operatori della filiera per il rispetto delle regole contrattuali e della dignità delle persone
Fabrizio Brignone 21 luglio 2026
È stato presentato nella mattinata di oggi (martedì 21 luglio) in Camera di commercio a Cuneo il "Disciplinare per un sistema di qualificazione etico-legale ad adesione volontaria nell'intera filiera vitivinicola", legato al Protocollo Alba-Langhe-Roero, per dare dignità ai lavoratori stagionali impegnati nella vendemmia e nelle operazioni in vigna lungo l'anno. Si tratta di un'iniziativa pilota a livello nazionale, che opera su due livelli: da una parte, la creazione di un elenco pubblico e certificato delle ditte che offrono, nel rispetto delle regole contrattuali e della dignità delle persone, servizi ad aziende vitivinicole per affrontare i picchi di lavoro e per le operazioni continuative nei vigneti dell'albese (a cui si è aggiunto quest'anno il Roero); dall'altra, un sistema di "bollino etico-legale" per i produttori che assicurano non soltanto la qualità del prodotto finale ma anche la correttezza e il rispetto di norme e legalità lungo tutta la filiera produttiva. Un vino che nasce dal "lavoro buono" e dice con forza no al caporalato e allo sfruttamento, che vuole incarnare quel "buono, pulito e giusto" spesso citato, ma poi non sempre presente nella realtà dei fatti, come hanno dimostrato procedimenti giudiziari contro intermediari, cooperative spurie e altre distorsioni nella gestione della manodopera. Un'alleanza tra istituzioni, da chi ha responsabilità della sicurezza pubblica a chi fa i controlli e agli enti locali, non per un'operazione di polizia ma per un'azione forte di trasparenza, come ha sottolineato il Prefetto Mariano Savastano, che ha auspicato un'adesione pressoché totale del sistema produttivo a questa innovazione.