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2 luglio 2026 | Aggiornato alle 17:54

cronaca

La dentista piaschese Angela Rovera bloccata in Arabia con la figlia di 2 anni

La sindaca Stefania Dalmasso incontrerà la Farnesina, già attivo il ministro Antonio Tajani

Paolo Riberi 02 July 2026

Cuneo

È la dentista Angela Rovera di Piasco la donna italiana bloccata da oltre tre mesi nella città araba di Taif, a 60 km da La Mecca, a causa di un contenzioso con il marito, cittadino saudita. Insieme a lei c’è anche la figlia Sara, di due anni: a detta degli avvocati, entrambe si troverebbero “in uno stato di forte limitazione della libertà personale e sotto costante controllo, senza la possibilità di muoversi e costrette a rimanere in casa videosorvegliate”. A quanto risulta, la donna si era recata in Arabia Saudita insieme alla figlia a fine marzo per trascorrere le vacanze pasquali in compagnia del marito e della sua famiglia, ma al suo arrivo l’uomo avrebbe sottratto alla moglie e alla figlia i passaporti, impedendo la loro partenza. Il caso è già approdato sul tavolo della Farnesina: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha scritto al suo parigrado saudita Faisal Al Saud per chiedere un intervento da parte del governo locale. Da parte sua, la sindaca di Piasco Stefania Dalmasso, in una lettera indirizzata a Tajani, ha espresso “profonda preoccupazione a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità per la situazione della nostra concittadina Angela Rovera e della figlia minore, attualmente trattenute in Arabia Saudita nell'ambito di una complessa controversia familiare”. “Siamo consapevoli - prosegue - della delicatezza della vicenda e delle difficoltà che caratterizzano casi di questa natura, nei quali si intrecciano profili di diritto internazionale, tutela dei minori e rapporti diplomatici tra Stati. Proprio per questo desidero manifestare la piena fiducia nell'operato del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dell'Ambasciata d'Italia a Riad e di tutte le istituzioni italiane coinvolte. L’amministrazione comunale di Piasco chiede che continui ad essere assicurato il massimo impegno diplomatico e istituzionale affinché siano tutelati i diritti, la sicurezza e il benessere della nostra concittadina e della figlia, nella prospettiva di una soluzione della vicenda nel più breve tempo possibile e nel pieno rispetto dell'interesse superiore della minore. La nostra comunità segue con apprensione gli sviluppi della situazione e desidera far sentire la propria vicinanza alla famiglia. Restiamo a disposizione per qualsiasi forma di collaborazione che possa risultare utile nell'ambito delle competenze dell'ente locale”. Dalmasso, in transito per Roma per altre esigenze, ha anche chiesto un incontro al ministero per ribadire anche di persona la preoccupazione della comunità per la vicenda: “Sono consapevole - spiega - che la Farnesina segue questi casi con la necessaria discrezione e con grande professionalità, ma il compito di un sindaco è anche quello di far sentire la vicinanza delle istituzioni mantenendo alta l'attenzione”. Anche il consigliere di minoranza Giovanni Carlo Panero si è attivato in merito alla vicenda: in qualità di ex presidente dell’Istituto nazionale di assistenza (Inas) ha contattato il vicesegretario del Consiglio generale degli italiani all’estero affinché instauri un contatto diretto con il ministro Tajani. Lodetti era il direttore delle strutture Inas all’estero per 18 nazioni quando Panero era presidente dell’istituto a Roma.

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