politica

Il Piemonte fa il punto sulle politiche attive del lavoro e guarda al futuro

Il ruolo dei Centri per l'impiego, con oltre 324mila persone assistite

redazione 22 luglio 2026

Torino

L'incontro "Abbiamo fatto… GOL - Storie, dati e prospettive delle politiche attive in Piemonte", che si è svolto ieri (martedì 21 luglio) nella sala trasparenza della Regione Piemonte, ha presentato i risultati di un modello di collaborazione che, avviato su impulso del programma nazionale Garanzia di occupabilità dei lavoratori (GOL), finanziato dal PNRR, ha rafforzato il sistema regionale delle politiche attive del lavoro.

Al centro il valore della rete, composta dai Centri per l'impiego e dagli enti accreditati alla formazione e ai servizi al lavoro, tutti coordinati da Regione Piemonte per accompagnare oltre 324 mila persone nei percorsi di inserimento e reinserimento lavorativo.

Che cosa rimane di un programma quando i target sono stati raggiunti? In Piemonte, il programma GOL lascia in eredità molto più dei lusinghieri risultati conseguiti. Lascia una rete di servizi più integrata, un patrimonio di competenze condivise e un modello di collaborazione stabile tra soggetti pubblici e privati, che oggi rappresenta uno dei principali punti di forza del sistema regionale delle politiche attive del lavoro.

È questo il messaggio emerso nel corso dell'incontro di ieri organizzato da Regione Piemonte come occasione di restituzione e valutazione di un percorso che, negli ultimi quattro anni, ha coinvolto istituzioni, operatori e territori nella costruzione di un sistema capace di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni delle persone che necessitavano di un rinforzo della loro occupabilità.

Il coordinamento assicurato da Regione Piemonte ha favorito la costruzione e il continuo efficientamento di un sistema nel quale Agenzia Piemonte Lavoro, l’ente strumentale regionale che coordina i Centri per l'impiego, insieme a enti di formazione e agenzie per il lavoro accreditate, hanno operato in modo integrato, valorizzando le rispettive competenze e sviluppando modalità di intervento sempre più coordinate. Un processo che ha richiesto un importante investimento organizzativo e culturale, e che oggi costituisce uno degli esiti più significativi dell'intero programma, andando ben oltre i risultati raggiunti.

Da un lato i numeri confermano l'efficacia di questo modello. Dall'avvio del programma sono state infatti raggiunte 324.647 persone, delle quali 266.184 sono diventate beneficiarie dei percorsi GOL e 79.616 hanno partecipato ad attività formative o tirocini. Il Piemonte ha inoltre superato tutti i target previsti dal PNRR, registrando oltre 22 mila beneficiari e oltre 22 mila persone formate in più rispetto agli obiettivi assegnati.

Ma dietro questi risultati c’è la capacità della rete di costruire percorsi realmente personalizzati, calibrati sulle caratteristiche e sui bisogni delle persone. Il programma ha coinvolto, infatti, una platea ampia ed eterogenea: donne, che rappresentano oltre la metà dei partecipanti (54,2%), giovani under 30 (28,6%), lavoratori over 55 (21,4%), persone percettrici di misure di sostegno al reddito, e cittadini privi di qualsiasi beneficio economico . Una pluralità di situazioni che ha richiesto approcci differenziati, orientamento specialistico, accompagnamento e opportunità formative costruite su misura.

Anche gli esiti occupazionali confermano la solidità del modello piemontese. Oltre il 56% delle persone prese in carico ha trovato un'occupazione, mentre oltre il 40% ha ottenuto un rapporto di lavoro stabile. Particolarmente significativi risultano i risultati conseguiti dai giovani under 30, che registrano tassi di inserimento (oltre il 60%) superiori alla media regionale, a conferma dell'efficacia dei percorsi di accompagnamento e formazione.

Le testimonianze video proposte durante l'incontro hanno, inoltre, restituito la dimensione più autentica del programma. Accanto agli indicatori quantitativi è emerso infatti il valore quotidiano del lavoro svolto dagli operatori: la capacità di ascoltare, comprendere e accompagnare le persone lungo percorsi spesso complessi di reinserimento lavorativo, costruendo relazioni di fiducia e promuovendo un approccio sempre più centrato sulla persona, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilità.

L'incontro si è concluso con uno sguardo rivolto al futuro. Il lascito del programma GOL non risiede soltanto nel raggiungimento degli obiettivi previsti dal PNRR, ma nella costruzione di un sistema più maturo, che continuerà a rappresentare un patrimonio strategico per le politiche attive del lavoro in Piemonte e una base solida sulla quale sviluppare le future iniziative a sostegno dell'occupazione, della formazione e dell'inclusione.

Un'eredità che è infatti anche il racconto di una capacità amministrativa e organizzativa costruita da Regione Piemonte insieme ai Centri per l'impiego e all'intera rete degli operatori, e che costituisce oggi un modello di collaborazione e innovazione al servizio delle persone e dei territori. Un percorso reso possibile anche da un approccio fondato sulla conoscenza. Per la prima volta è stato possibile seguire puntualmente i percorsi, comprendere ciò che funzionava e intervenire tempestivamente su ciò che richiedeva miglioramenti, grazie a un sistema di monitoraggio integrato: una vera e propria cultura della valutazione, orientata all'apprendimento e al miglioramento continuo.


"L'evento ha perseguito un duplice obiettivo: da un lato, celebrare i traguardi raggiunti dal programma GOL grazie alla sinergia tra servizi pubblici, privati ed enti di formazione della Regione Piemonte; dall'altro, tracciare le prospettive future in vista della conclusione del piano. Nello specifico, ci siamo confrontati sull'impiego completo delle risorse assegnate alla nostra Regione — pari inizialmente a 294 milioni di euro e successivamente incrementate di ulteriori 15 milioni in virtù degli eccellenti risultati conseguiti. Nel corso dei lavori abbiamo rivolto un sentito ringraziamento ai rappresentanti delle istituzioni nazionali per il costante supporto, tra cui l'on. Walter Rizzetto, Presidente della Commissione Lavoro della Camera, e il Direttore dell’Unità di Missione PNRR del Ministero del Lavoro. Il confronto con gli operatori e le parti sociali ci ha permesso di delineare gli scenari del “dopo GOL”, ponendo le basi per nuove politiche della formazione e dell'occupazione basate sui dati e concretamente orientate ai bisogni dei cittadini", sottolinea Gianni Bocchieri, direttore della direzione Istruzione, formazione e lavoro di Regione Piemonte.

"L'esperienza di GOL ha consentito di consolidare un metodo di lavoro condiviso tra i soggetti della rete regionale, nel quale i Centri per l'impiego hanno svolto un ruolo di coordinamento operativo e di connessione tra i diversi attori coinvolti. Un modello organizzativo che rappresenta oggi una solida base per le future politiche attive del lavoro in Piemonte", commenta Erminia Garofalo, direttore di Agenzia Piemonte Lavoro.

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