Con Paolo Basso il colore diventa strumento di critica sociale
20 giugno 2026
Cuneo
Sarà inaugurata giovedì 25 giugno alle 18 la personale dell’artista Paolo Basso “De Coloribus” allestita presso la galleria Gagliardi e Domke a Torino.
Questa esposizione rappresenta la terza tappa di una trilogia espositiva maturata nel tempo e preceduta nel 2024 dalle personali “Mitosi N. 20” e “AcronimoCromia”, ponendo oggi il lavoro dell’artista al centro di una profonda riflessione sul rapporto tra esperienza espositiva e New Media Art. Se nella prima tappa Basso aveva proposto un’installazione video in loop con il brano “Roots Wide Web” di Max Casacci per l’album Earthphonia, trasformando il colore in un processo percettivo continuo, nella successiva “AcronimoCromia” il bianco e il nero si relazionavano in uno stato di tensione metafisica, proiettando l’osservatore ai confini di spazi interstellari in cui si incontrano i punti di collasso dello spazio-tempo, intesi come contatto non rappresentabile tra l’essere e il nulla. Con “De Coloribus”, l’artista spazia tra scienza, arte e analisi sociale, richiamando sin dal titolo e dal logo della mostra venticinque secoli di teoria del colore, unendo in un unico insieme semiologico la concezione filosofica e percettiva di Aristotele - legata al trattato Perì chromàton - e l’ottica matematico-scientifica di Isaac Newton. Nel testo-manifesto che accompagna il volume d’artista, Basso svolge un’analisi delle valenze simboliche e fenomeniche di quattro specifici colori fondamentali (rosso, blu, verde e giallo) insieme al bianco e al nero, per poi contrapporre alla vitalità intensa e combinatoria dello spettro cromatico il mondo incolore della “videosfera”. Il perno del percorso espositivo si fa così lucida critica sociale attraverso un’installazione immersiva che dà spazio alla furia incontrollabile e disordinata dei flussi informativi quotidiani, restituendoli rigorosamente in bianco e nero come un insieme assiepato di scarti del visivo di cui tutti facciamo parte. Come evidenzia Enrico Perotto nel suo testo critico, tali “bombe digitali” finiscono per anestetizzare le nostre capacità reattive, rendendoci sempre più dipendenti dalla “videocrazia” che ci circonda e in cui siamo intrappolati come bulimici consumatori di immagini, intenti a scrollare instancabilmente miriadi di scatti sugli schermi dei nostri smartphone.
La mostra, parte della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del Sacro”, sarà visitabile dal 25 giugno al 31 luglio e dal 1° al 10 settembre, dal martedì al venerdì dalle 15,30 alle 19,30 con ingresso libero.