Biometano dai rifiuti organici, il biodigestore di Borgo è pronto: inaugurazione il 15 maggio
08 maggio 2026
Cuneo
Sarà inaugurato il 15 maggio alle 15 il biodigestore realizzato nella sede dell’Acsr spa a Borgo San Dalmazzo con un finanziamento Pnrr di 12,9 milioni di euro su un investimento complessivo di circa 16 milioni di euro. Il giorno dopo, sabato 16 maggio, dalle 9 alle 12, l’impianto sarà aperto a tutti, con visite guidate a gruppi, ogni 30 minuti, per vedere da vicino come l’umido della raccolta differenziata si trasforma in energia e fertilizzante.
L’impianto, entrato nella fase di avviamento nelle scorse settimane, trasformerà in biometano e compost di alta qualità la frazione organica dei rifiuti urbani (l’umido che ogni giorno separiamo in casa nella raccolta differenziata) dell’area dei Comuni del cuneese e, in prospettiva, dell’intera provincia.
Attualmente i 54 Comuni soci producono infatti circa 10.000 tonnellate annue di rifiuto organico. Per raggiungere la piena capacità di 35.000 tonnellate, Acsr sta lavorando in sinergia con gli altri territori della provincia, con l’obiettivo di arrivare a rendere il biodigestore di Borgo San Dalmazzo l’impianto di riferimento per tutto l’umido a livello provinciale. Un obiettivo che consentirebbe di eliminare gran parte dei trasporti fuori provincia, con benefici in termini di minori emissioni e riduzione dei costi.
Dopo questa prima fase di avviamento, da giugno è previsto l’avvio della marcia provvisoria dell’impianto in vista dell’entrata in funzione a pieno regime. “Per i nostri 54 Comuni soci, che rappresentano oltre 160.000 abitanti, questo biodigestore non è solo un impianto all’avanguardia - spiega Giancarlo Isaia, presidente di Acsr Spa - È la dimostrazione che il pubblico sa fare sistema, intercettare risorse europee e realizzare opere che danno una risposta concreta ai cittadini. Abbiamo chiuso il cerchio dell’economia circolare: l’umido è una risorsa che produce energia pulita oltre al fertilizzante per la nostra agricoltura”.
L’opera si affianca alla già esistente sezione di compostaggio aerobico e utilizza una tecnologia a digestione anaerobica “semi-dry”, chiusa e in depressione, capace di trattare ogni anno 35.000 tonnellate di FORSU e 10.000 tonnellate di scarti di legno e verde.
Il biometano prodotto - oltre 3,4 milioni di metri cubi all’anno - verrà immesso nella rete nazionale del gas, generando oltre 35.000 MWh di energia rinnovabile, equivalenti al fabbisogno energetico di circa 3.000 famiglie. Il compost ottenuto, fino a un massimo di 11.000 tonnellate annue, tornerà invece all’agricoltura come fertilizzante naturale, utilizzabile sia nelle coltivazioni convenzionali sia in quelle biologiche.
I lavori, affidati a Entsorga Italia S.p.A., sono iniziati il 13 dicembre 2024 e si sono conclusi il 31 marzo 2026 con l’installazione di tutte le forniture tecnologiche.
“Il finanziamento a fondo perduto di 12,9 milioni di euro, su un investimento complessivo di circa 16 milioni, era legato a un cronoprogramma particolarmente serrato” sottolinea Cristiana Giraudo, direttore generale di Acsr - La fase di commissioning e avviamento è iniziata ad aprile ed è in corso, con l’obiettivo di entrare a pieno regime entro l’estate. Durante questa fase tutte le linee impiantistiche già presenti sono rimaste attive, evitando l’invio ad altri impianti dei rifiuti prodotti nei nostri Comuni”.
La raccolta e il trasporto dei rifiuti urbani è gestito dal Consorzio Ecologico Cuneese, soggetto beneficiario del finanziamento Pnrr, costituito dagli stessi 54 Comuni soci di Acsr S.p.A. Per il presidente del Cec, Pier Giacomo Quiriti, “il biodigestore è un investimento importante per il territorio. Come Consorzio abbiamo accompagnato questo progetto che rafforza il sistema pubblico locale e garantisce benefici ambientali ed economici nel medio-lungo periodo”.
La tecnologia scelta non richiede un apporto di acqua e riduce del 90% la produzione di percolato rispetto agli impianti tradizionali. Le vasche di digestione sono sigillate, l’impianto, spiega Acsr, “è in depressione con sistemi di biofiltri che permettono un abbattimento delle emissioni odorigene, un tema molto sentito dalle comunità che vivono vicino a impianti di questo tipo. Inoltre, l’incremento del traffico pesante sarà contenuto: quattro mezzi aggiuntivi al giorno tra ingressi e uscite”.
Per Francesco Galanzino, ceo di Entsorga Italia spa “costruire un biodigestore di questa complessità in poco più di quindici mesi è stata una sfida entusiasmante. Abbiamo installato tecnologie all’avanguardia, ma il vero successo è stato il lavoro di squadra con Acsr”.
Dal punto di vista energetico, a fronte di consumi dell’impianto pari a 5.000 MWh all’anno, la produzione di biometano supera i 35.000 MWh annui netti. Ogni anno il biodigestore restituirà quindi al territorio sei volte l’energia che Acsr consuma.
L’inaugurazione ufficiale è fissata per il 15 maggio alle ore 15.00 presso la sede ACSR S.p.A. di Borgo San Dalmazzo, un evento realizzato grazie al contributo e alla collaborazione di LegaAmbiente Cuneo, Bra Servizi Srl, Banca CRS, Entsorga Italia S.p.A., Buzzi Unicem S.p.A., Co.fi.r. Srl, Autotrasporti Mairone Srl, Escavazioni 3M Srl, Costruzioni Edili Comino e M.A.E.F. Srl.
