L’ultimo saluto a Jody Manassero, aveva 18 anni
30 marzo 2026
Cuneo
Viene celebrato oggi, 30 marzo, alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di San Defendente di Cervasca, il funerale di Jody Manassero, morto a 18 anni nella giornata di venerdì 27 marzo. La scomparsa del giovane ha destato profondo cordoglio in chi lo aveva conosciuto, dai compagni di scuola agli insegnanti.
"Jody, nella complessità della sua vita, ha saputo dare un significato autentico e profondo alla scuola - si legge in un ricordo inviato dall'istituto superiore Grandis -. Con la sua presenza ha insegnato molto a tutti noi: agli studenti, ai docenti, al personale. Ha ricordato ogni giorno che la scuola non è solo luogo di apprendimento, ma spazio di relazioni, di senso, di umanità condivisa. Faceva parte della vita scolastica attraverso i gesti semplici e veri del quotidiano. Partecipava ai laboratori con entusiasmo e curiosità, e spesso queste attività lo portavano anche fuori, tra le vie della città. In ogni contesto sapeva esserci con una presenza luminosa, fatta di sguardi, di gesti e di quel sorriso spontaneo capace di alleggerire il cuore e rendere più gentile lo sguardo di chi gli stava intorno. Amava profondamente la musica: bastava poco, un oggetto tra le mani, per trasformarlo in uno strumento e creare condivisione. In quei momenti Jody univa, coinvolgeva, faceva sentire tutti parte di qualcosa. La sua classe gli voleva bene in modo autentico, con attenzioni quotidiane, affetto sincero e piccoli gesti di cura. Insieme avevano festeggiato anche un traguardo importante, i suoi diciotto anni, vissuti come una gioia collettiva, vera, partecipata. Nei corridoi della scuola Jody era una presenza riconoscibile e attesa: incontrarlo significava fermarsi, scambiarsi una coccola, un contatto, un sorriso. Docenti, collaboratori, studenti: chiunque lo incontrasse portava via con sé qualcosa di quel momento. Jody ricambiava sempre con una semplicità disarmante, capace di scaldare il cuore. Per chi ha avuto il privilegio di lavorare con lui resta soprattutto un profondo senso di gratitudine. Il tempo trascorso con Jody non era mai solo tempo scolastico: era tempo di relazione, di crescita reciproca, di piccoli traguardi raggiunti insieme e condivisi con gioia. Attraverso di lui abbiamo compreso, ancora una volta, che l’inclusione non è un principio astratto, ma una pratica quotidiana fatta di presenza, attenzione, ascolto e riconoscimento dell’altro".
Jody Manassero lascia Dario e Rosanna, i fratelli Daniele, Chiara, Elisabetta, Sara, Letizia, Ezio, Juan, Amir, Jean Luc e tutta la Casa Famiglia della Comunità “Papa Giovanni XXIII”.