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7 luglio 2026

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Si è spento Gino Chiesa, il prete operaio

09 marzo 2026

Cuneo

È morto domenica 8 marzo all'ospedale di Verduno, dove era ricoverato da tempo, don Gino Chiesa, figura conosciuta e amata per il suo instancabile impegno nel sociale e per quasi vent’anni anima del Centro Missionario Diocesano di Alba. Fratello di don Serafino, missionario salesiano in Bolivia, aveva 83 anni. Nato il 1° agosto 1942 a Santo Stefano Belbo, era cresciuto in una famiglia contadina numerosa, segnata da una povertà dignitosa e da una profonda cultura della condivisione. Dieci figli, una casa semplice, il lavoro nei campi del Roero e un’educazione fatta di sacrificio e ospitalità: sono queste le radici che hanno forgiato il suo carattere. Dall’infanzia trascorsa tra scuola e pascoli, portando anche la legna per scaldare l’aula in inverno, fino agli anni in Seminario ad Alba, la sua vita è stata segnata da sobrietà, responsabilità e spirito di servizio. Ordinato sacerdote, dopo sette anni come vicecurato in diverse parrocchie, maturò una scelta che avrebbe definito per sempre il suo cammino: diventare “prete operaio”. A spingerlo furono anche i giovani, che gli chiedevano un linguaggio più comprensibile e vicino alla vita reale. L’incontro con altri preti operai piemontesi e l’approfondimento dei documenti del Concilio lo convinsero a entrare in fabbrica. Lavorò in diverse aziende del territorio: dalla costruzione di capannoni industriali alla manutenzione in aziende enologiche e tessili, fino a un impianto di estrazione della ghiaia lungo il Tanaro. Trascorse otto anni in un’azienda meccanotessile, vivendo da vicino tensioni e vertenze sindacali, e continuò poi a lavorare fino ai 65 anni in un’altra realtà produttiva. Per lui, essere prete non significava appartenere a una casta, ma condividere pienamente la condizione dei lavoratori, rispettandone orari, fatiche e fragilità. Non amava farsi chiamare “don”: preferiva essere semplicemente Gino, fratello tra fratelli. Le esperienze in fabbrica gli insegnarono l’umanità concreta, la solidarietà quotidiana, il valore della lotta nonviolenta per i diritti. Fu sempre attento alla difesa dei lavoratori e convinto che il Vangelo dovesse incarnarsi nella giustizia sociale. I colleghi lo ricordano come uno di loro, capace di stare sullo stesso piano di tutti e disposto a svolgere anche i compiti più nascosti e faticosi. Parallelamente, mantenne viva una forte dimensione spirituale. La preghiera era per lui fondamentale: uno spazio di relazione profonda con Dio per trovare la forza di accogliere, perdonare e sostenere chi soffre. Negli anni, anche attraverso viaggi missionari, come quello recente in Brasile, aveva toccato con mano le periferie del mondo: i senza terra, i bambini di strada, le donne emarginate, i carcerati. Esperienze che rafforzarono la sua convinzione che nessuno dovesse sentirsi “scarto” e che la comunità cristiana dovesse costruire reti di fraternità e riscatto. Dal 2004 fino al settembre 2025 ha guidato il Centro Missionario Diocesano di Alba. Al centro del suo servizio c’erano l’ascolto e l’impegno per una Chiesa capace di dialogare con il mondo contemporaneo, superando linguaggi e strutture che non parlano più al cuore delle persone. Guardava con speranza ai processi di rinnovamento ecclesiale e invitava a cercare uno stile di gratuità, nonviolenza e rispetto delle coscienze. Chi lo ha conosciuto lo ricorda per la dolcezza, la coerenza e la semplicità. Indimenticabile la sua barba lunga e i sandali ai piedi, segni esteriori di uno stile di vita essenziale. Ma soprattutto resta la testimonianza di un uomo che ha messo al primo posto Dio e gli altri, convinto che la resurrezione cominci già nell’amore vissuto fino in fondo. Con la sua morte, Alba perde un punto di riferimento spirituale e umano. Resta l’eredità di una vita spesa accanto agli ultimi, nella fabbrica come nella Chiesa, con lo sguardo rivolto a un mondo più giusto e fraterno.

Il rosario sarà recitato martedì 10, alle 20.30 nella parrocchiale di Santa Maria del Podio a Santo Stefano Roero; i funerali, presieduti dal vescovo Marco, saranno celebrati mercoledì 11, alle ore 15, nella cattedrale di Alba. Il feretro, da domani, martedì 10, sarà presso la parrocchiale di Santo Stefano Roero.

Alba Morto Prete Gino Chiesa

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