Si è spento Gino Chiesa, il prete operaio
09 marzo 2026
Cuneo
È morto domenica 8 marzo all'ospedale di Verduno, dove era ricoverato da tempo, don Gino Chiesa, figura conosciuta e amata per il suo instancabile impegno nel sociale e per quasi vent’anni anima del Centro Missionario Diocesano di Alba. Fratello di don Serafino, missionario salesiano in Bolivia, aveva 83 anni. Nato il 1° agosto 1942 a Santo Stefano Belbo, era cresciuto in una famiglia contadina numerosa, segnata da una povertà dignitosa e da una profonda cultura della condivisione. Dieci figli, una casa semplice, il lavoro nei campi del Roero e un’educazione fatta di sacrificio e ospitalità: sono queste le radici che hanno forgiato il suo carattere. Dall’infanzia trascorsa tra scuola e pascoli, portando anche la legna per scaldare l’aula in inverno, fino agli anni in Seminario ad Alba, la sua vita è stata segnata da sobrietà, responsabilità e spirito di servizio. Ordinato sacerdote, dopo sette anni come vicecurato in diverse parrocchie, maturò una scelta che avrebbe definito per sempre il suo cammino: diventare “prete operaio”. A spingerlo furono anche i giovani, che gli chiedevano un linguaggio più comprensibile e vicino alla vita reale. L’incontro con altri preti operai piemontesi e l’approfondimento dei documenti del Concilio lo convinsero a entrare in fabbrica. Lavorò in diverse aziende del territorio: dalla costruzione di capannoni industriali alla manutenzione in aziende enologiche e tessili, fino a un impianto di estrazione della ghiaia lungo il Tanaro. Trascorse otto anni in un’azienda meccanotessile, vivendo da vicino tensioni e vertenze sindacali, e continuò poi a lavorare fino ai 65 anni in un’altra realtà produttiva. Per lui, essere prete non significava appartenere a una casta, ma condividere pienamente la condizione dei lavoratori, rispettandone orari, fatiche e fragilità. Non amava farsi chiamare “don”: preferiva essere semplicemente Gino, fratello tra fratelli. Le esperienze in fabbrica gli insegnarono l’umanità concreta, la solidarietà quotidiana, il valore della lotta nonviolenta per i diritti. Fu sempre attento alla difesa dei lavoratori e convinto che il Vangelo dovesse incarnarsi nella giustizia sociale. I colleghi lo ricordano come uno di loro, capace di stare sullo stesso piano di tutti e disposto a svolgere anche i compiti più nascosti e faticosi. Parallelamente, mantenne viva una forte dimensione spirituale. La preghiera era per lui fondamentale: uno spazio di relazione profonda con Dio per trovare la forza di accogliere, perdonare e sostenere chi soffre. Negli anni, anche attraverso viaggi missionari, come quello recente in Brasile, aveva toccato con mano le periferie del mondo: i senza terra, i bambini di strada, le donne emarginate, i carcerati. Esperienze che rafforzarono la sua convinzione che nessuno dovesse sentirsi “scarto” e che la comunità cristiana dovesse costruire reti di fraternità e riscatto. Dal 2004 fino al settembre 2025 ha guidato il Centro Missionario Diocesano di Alba. Al centro del suo servizio c’erano l’ascolto e l’impegno per una Chiesa capace di dialogare con il mondo contemporaneo, superando linguaggi e strutture che non parlano più al cuore delle persone. Guardava con speranza ai processi di rinnovamento ecclesiale e invitava a cercare uno stile di gratuità, nonviolenza e rispetto delle coscienze. Chi lo ha conosciuto lo ricorda per la dolcezza, la coerenza e la semplicità. Indimenticabile la sua barba lunga e i sandali ai piedi, segni esteriori di uno stile di vita essenziale. Ma soprattutto resta la testimonianza di un uomo che ha messo al primo posto Dio e gli altri, convinto che la resurrezione cominci già nell’amore vissuto fino in fondo. Con la sua morte, Alba perde un punto di riferimento spirituale e umano. Resta l’eredità di una vita spesa accanto agli ultimi, nella fabbrica come nella Chiesa, con lo sguardo rivolto a un mondo più giusto e fraterno.
Il rosario sarà recitato martedì 10, alle 20.30 nella parrocchiale di Santa Maria del Podio a Santo Stefano Roero; i funerali, presieduti dal vescovo Marco, saranno celebrati mercoledì 11, alle ore 15, nella cattedrale di Alba. Il feretro, da domani, martedì 10, sarà presso la parrocchiale di Santo Stefano Roero.