Uscire con il cane la notte sbagliata
05 marzo 2026
Cuneo
Perché gli esseri umani sono così persecutori rispetto alle persone inermi? Marco Baliani esplora questo interrogativo portando sul palco del teatro Toselli, giovedì 12 marzo alle 21, la storia di Tano, un uomo psicologicamente disturbato che abita in un casermone di un quartiere periferico. Una notte, che si rivelerà poi essere quella sbagliata (da qui il titolo dello spettacolo “Una notte sbagliata”), Tano porta il suo cane nel parco, diventando vittima di un pestaggio. In un monologo serrato Baliani racconta la cronaca di un episodio di violenza e contemporaneamente invita ad una riflessione umana tramite una nuova tappa di quello che l’attore chiama teatro di post narrazione. Una narrazione dove il linguaggio orale del racconto non riesce più a dispiegarsi in un andamento lineare, ma si frantuma, produce loop verbali senza obbligati nessi temporali. Una manciata di minuti che si espande nei pensieri di chi assiste all’evento, compreso il cane, risucchiando anche chi non è lì sull’erba, ma vicino ai cuori e alle coscienze di quelli che stanno agendo. “Non è la cronaca di uno dei tanti episodi di accanimento contro la diversità, di cui sempre più spesso siamo testimoni - spiega Baliani -, non è dunque un teatro “civile”, piuttosto un mettere il dito dentro le pieghe nascoste della psiche, delle pulsioni, delle indicibilità, fino a usare la mia stessa memoria biografica come parte dell’evento di cui si parla. Mi sembra di vivere in un tempo in cui la sacralità del vivente, la sua inviolabilità biologica si è incrinata e compromessa. Forse quando da cittadini siamo diventati consumatori qualcosa di quella inviolabilità si è dissolta. I corpi sono diventati merce, e devono rispondere agli stessi requisiti di efficienza e di splendore delle altre merci, altrimenti entrano nella categoria dei perdenti, degli scarti”.