In Italia un femminicidio ogni tre giorni, un podcast
03 marzo 2026
Cuneo
Una donna viene uccisa quasi ogni tre giorni nel nostro Paese dalla persona che ama. Il fenomeno si chiama femminicidio e la lugubre conta di chi cade risulta proseguire senza variazioni sostanziali anche negli ultimi anni. È terribile quanto doveroso affermare che quasi sempre la mano che porta la morte è quella di un partner, un ex compagno, un parente. Il dato non può che sconcertare: viviamo in una società nella quale la violenza è insita anche all’interno della famiglia. Se questo dato è solo la punta del drammatico iceberg con il quale le donne devono fare i conti, non sono meno efferate le storie di ordinaria sopraffazione – fisica o psicologica – che emergono dai più variegati contesti sociali e occupazionali. Secondo l'Istat, per limitarci a un esempio, sono quasi un milione e mezzo le donne che hanno subito qualche tipo di violenza sessuale sul posto di lavoro, un quadro che emerge dall’indagine 2024 ricalcando lo scenario degli anni precedenti, ma accentuandone luci e ombre. Se in generale le donne stanno prendendo consapevolezza e spesso – non sempre – denunciano, anche grazie all’aiuto delle associazioni e delle istituzioni, non tutte riescono a superare le barriere psicologiche e culturali necessarie a prendere coscienza dello loro dignità. Per questo motivo l'azione dei nostri giornali deve considerarsi fondamentale. Così come appare decisivo il nostro modo di raccontare la cronaca dei casi di violenza domestica o sul lavoro. Va ribadito che non sono sufficienti le norme, che pure sono state varate e migliorate negli anni dai vari Governi, e la raccolta statistica dei casi per assicurare che ogni essere umano sia considerato e trattato in base al proprio valore e non a stereotipi legati al suo sesso.
Il Comandante della stazione dei Carabinieri di Alba, il luogotenente Claudio Grosso, 36 anni di esperienza nell’Arma, un punto di riferimento per quante hanno necessità di aiuto ha seguito e salvato dai loro persecutori 230 vittime di violenza in otto anni: "Non posso accettare che un maschio alzi le mani sulla sua partner. Vuole dire che non l’ama", spiega