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Doppia personale di Enzo Bersezio a Bra

28 febbraio 2026

Cuneo

S’intitola “Esercizi di astrazione nella continuità, sul divenire del tempo” la personale di Enzo Bersezio che sarà inaugurata a Bra oggi sabato 28 febbraio, alle 17 presso Palazzo Mathis e alle 18.30 presso Il Fondaco.  “Enzo Bersezio (Cuneo, 1943) appartiene a quella generazione di artisti per i quali la scelta del medium non è mai stata un’opzione stilistica, ma una presa di posizione etica - si legge nel testo critico a cura di Monica Trigona -. Da decenni il legno costituisce il suo campo d’azione privilegiato: non un materiale tra gli altri, bensì una sostanza viva, resistente, carica di tempo e di memoria, capace di opporsi tanto all’accademismo quanto alla facile seduzione del mercato. Le sue sculture - asciutte, minimali, talvolta monumentali - indagano le forme della natura, della memoria e del mito, restituendo un immaginario collettivo fatto di volumi sinuosi, strutture totemiche, equilibri sospesi tra staticità e tensione interna. Nel lavoro di Bersezio, la forma non è mai fine a sé stessa: è una necessità. È il luogo in cui il pensiero trova dimora, senza mai smettere di interrogare chi guarda”.  La mostra presenta un’ampia selezione della produzione degli anni Novanta, con alcune significative incursioni nei Duemila: sculture in legno e corde nautiche, disegni, collage e bassorilievi della serie “Paesaggi nord-occidentali”. Il legno, spesso intrecciato, legato, inciso, dialoga con materiali poveri e funzionali, evocando un sapere manuale antico. Accanto alle opere tridimensionali, un ruolo centrale è affidato ai lavori su carta e ai collage stratificati. Sono inoltre presenti opere in tessuto raffiguranti le teste dei Moai, le enormi statue monolitiche scolpite dal popolo di Rapa Nui nel tufo vulcanico. Al centro ideale del percorso si colloca infine l’opera-seme della mostra: una scultura del 1984, una forma essenziale, vagamente assimilabile a una iuta, che rimanda ai Parsi (comunità zoroastriana). In questa forma primordiale, sospesa tra corpo e reliquia, si concentra una delle tensioni più profonde del lavoro dell’artista: la scultura come luogo di passaggio, come deposito di tempo, come atto che non consola ma custodisce. Primo appuntamento 2026 della rassegna “Omg - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro”, l’esposizione sarà visitabile fino al 4 aprile presso Palazzo Mathis dal lunedì al giovedì su prenotazione, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 18 (tel. 0172-430185) e presso Il Fondaco dal giovedì al sabato dalle 16 alle 19 e su appuntamento (tel. 339-7889565), sempre con ingresso libero.

Bra Mostra GrandArte Ribellatevi per amore

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