tempo libero
Tutto comincia con una scena di solitudine. La descrive il diretto interessato: un cane abbandonato all’angolo di una strada. Tante le domande, ma più ancora c’è l’attesa: tornerà sicuramente! Poi il tempo passa e le certezze si mutano in paure, in sguardi sospettosi verso gli umani. Non si tratta di un gioco narrativo. Lo ha appena chiarito l’autore: vuole cercare di “ragionare” come un cane, mettersi nei suoi panni e dandogli, una volta tanto, la possibilità di esprimere i suoi pensieri. E considerando tutte le riflessioni che riempiono le pagine successive, viene quasi da pensare che sia più facile farlo con l’animale che con gli umani. Sta di fatto che questo cane si ritrova, per sua fortuna, adottato dalla famiglia dell’autore. Anzi per chiarire come sono andate le cose, se qualcuno avesse ancora qualche perplessità sulla versione canina, ci pensa lo stesso Conforti a dare la propria.
Di qui in poi è un alternarsi di cronaca e di riflessioni. Lascia persino un po’ spiazzati quanta distanza venga a frapporsi tra l’una e le altre. La prima registra le varie fasi della vita di Pallina, il nome della nuova arrivata in casa Conforti. L’adattamento, la definizione dei ruoli, le uscite a passeggio, al mare, la sterilizzazione, fino all’invecchiamento e la morte sono i momenti condivisi. Le riflessioni cambiano registro. Si muovono intorno ad argomenti profondi che chiamano in causa la comunità degli uomini. Ingiustizie, deviazioni, fede, relazioni sono tanti spunti per osservazioni tutte supportate da adeguata bibliografia. Si è cominciato a parlare di un cane e si è finiti sull’uomo. È un percorso che lascia quanto meno un po’ disorientati.
Per non stupirci è bene rileggere le parole che hanno introdotto il tutto. Amare gli animali è importante, ma “è altrettanto importante cercare la relazione tra le persone”. Come dire: ogni relazione non può essere totalizzante, deve lasciare spazio ad altre. Amare gli animali non deve assorbire ogni attenzione. L’equilibrio sancisce la corretta importanza per ambedue. L’uomo può convivere con il cane senza scordare la propria connaturata dimensione relazionale.
Pallina
di Gianfranco Conforti
Editrice: Fusta
euro 17,5
“Ragionare” come un cane
20 febbraio 2026
Cuneo
Tutto comincia con una scena di solitudine. La descrive il diretto interessato: un cane abbandonato all’angolo di una strada. Tante le domande, ma più ancora c’è l’attesa: tornerà sicuramente! Poi il tempo passa e le certezze si mutano in paure, in sguardi sospettosi verso gli umani. Non si tratta di un gioco narrativo. Lo ha appena chiarito l’autore: vuole cercare di “ragionare” come un cane, mettersi nei suoi panni e dandogli, una volta tanto, la possibilità di esprimere i suoi pensieri. E considerando tutte le riflessioni che riempiono le pagine successive, viene quasi da pensare che sia più facile farlo con l’animale che con gli umani. Sta di fatto che questo cane si ritrova, per sua fortuna, adottato dalla famiglia dell’autore. Anzi per chiarire come sono andate le cose, se qualcuno avesse ancora qualche perplessità sulla versione canina, ci pensa lo stesso Conforti a dare la propria.
Di qui in poi è un alternarsi di cronaca e di riflessioni. Lascia persino un po’ spiazzati quanta distanza venga a frapporsi tra l’una e le altre. La prima registra le varie fasi della vita di Pallina, il nome della nuova arrivata in casa Conforti. L’adattamento, la definizione dei ruoli, le uscite a passeggio, al mare, la sterilizzazione, fino all’invecchiamento e la morte sono i momenti condivisi. Le riflessioni cambiano registro. Si muovono intorno ad argomenti profondi che chiamano in causa la comunità degli uomini. Ingiustizie, deviazioni, fede, relazioni sono tanti spunti per osservazioni tutte supportate da adeguata bibliografia. Si è cominciato a parlare di un cane e si è finiti sull’uomo. È un percorso che lascia quanto meno un po’ disorientati.
Per non stupirci è bene rileggere le parole che hanno introdotto il tutto. Amare gli animali è importante, ma “è altrettanto importante cercare la relazione tra le persone”. Come dire: ogni relazione non può essere totalizzante, deve lasciare spazio ad altre. Amare gli animali non deve assorbire ogni attenzione. L’equilibrio sancisce la corretta importanza per ambedue. L’uomo può convivere con il cane senza scordare la propria connaturata dimensione relazionale.
Pallina
di Gianfranco Conforti
Editrice: Fusta
euro 17,5