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7 luglio 2026 | Aggiornato alle 03:23

cronaca

Cane abbandonato a lungo in un alloggio, multa per 4.000 euro

19 febbraio 2026

Cuneo

Quando le forze dell’ordine entrarono insieme al proprietario nell’appartamento a novembre 2022 per eseguire lo sfratto, trovarono solo un cane in completo stato di abbandono. “Era di grossa taglia, un molossoide, in stato cachettico, di una magrezza patologica, sottopeso, sporco, molto mogio e abbattuto”, ha riferito ai giudici la veterinaria che lo visitò dopo che il cane venne prelevato dall’appartamento dalle forze dell’ordine e dal titolare del rifugio per animali abbandonati e portato dalla dottoressa affinché ne stabilisse le condizioni di salute. “Non aveva particolari patologie ma aveva perso tutta la massa muscolare delle zampe, aveva le unghie lunghe e infette”, ha concluso la dottoressa stabilendo che quello stato di abbandono durava da parecchi mesi. Per il reato di maltrattamento di animali venne quindi rinviata a giudizio M. U., cittadina albanese che aveva lasciato sia l’alloggio sia il cane a un connazionale per tornare in Albania per un lungo periodo, e che dopo la denuncia produsse una scrittura privata attestante il passaggio di proprietà dell’animale (non notificata all’Asl) proprio all’amico; anche lui venne rinviato a giudizio per lo stesso reato e scelse di patteggiare la pena. La donna ha invece scelto il rito ordinario che si è svolto al tribunale di Cuneo. Per il pubblico ministero, nonostante fosse pacifico che il cane trovato in stato di abbandono e denutrito fosse nell’appartamento affittato dalla donna, c’era da tenere conto della scrittura privata attestante il passaggio di proprietà del cane e quindi della mancanze della responsabilità soggettiva dell’imputata per la quale è stata chiesta l’assoluzione. Dello stesso avviso la difesa dell’imputata che ha rimarcato la mancanza dell’elemento soggettivo del reato dato che la donna con la scrittura privata era convinta che il connazionale che aveva preso il suo posto nell’alloggio si sarebbe occupato anche del cane. Di diverso avviso invece la giudice che ha ritento la donna colpevole del reato ascritto condannandola, con riconoscimento delle attenuanti generiche e con pena sospesa, al pagamento di una multa di 4.000 euro.

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