Mestieri scomparsi
06 febbraio 2026
Cuneo
Anche per il mondo del lavoro il tempo ha fatto la sua parte nell’imporre tramonti di attività. L’agricoltura era la fonte prevalente di sostentamento, ma per far quadrare i magri bilanci familiari ci si calava in mestieri appresi con la frequentazione di altri già esperti. A fondamento di questo proliferare di attività c’è un’economia che si fonda sul recupero degli oggetti. Aggiustare era la parola d’ordine. È così che c’era un continuo movimento di persone “specializzate” nei più diversi settori, dal ciabattino al carradore, dai maniscalchi agli ombrellai per raggiungere i “magnin” e gli spazzacamini.
Mestieri perduti del Piemonte
di Gian Vittorio Avondo
Editrice Ed. Programma
euro 8,9