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I consiglieri regionali del Pd: “Solo propaganda, l’Asti-Cuneo non è un’infrastruttura conclusa”
29 dicembre 2025
Cuneo
"Oggi non sarò presente all’ennesima inaugurazione della Asti-Cuneo e mi sembra corretto spiegarne le ragioni". A parlare sono i consiglieri regionali del Pd Fabio Isnardi e Mauro Calderoni.
"Alla propaganda delle inaugurazioni si deve contrapporre la verità - dice Calderoni -. L’Asti-Cuneo non è un’infrastruttura conclusa: mancano ancora le opere complementari, a partire dal nodo di Alba, senza le quali l’autostrada resta funzionalmente incompleta e incapace di dare risposte adeguate ai territori che attraversa. Il presidente Cirio è molto abile nel rappresentarsi come colui che “sblocca” le grandi opere, ma in questo caso – come in molti altri – si limita a tagliare nastri su problemi irrisolti. La responsabilità dei ritardi e delle scelte sbagliate va distribuita lungo una storia che parte dal 1991 e attraversa governi nazionali, regionali e gestioni concessionarie. Chi governa oggi, però, ha il dovere di assumersi la responsabilità del presente e di completare davvero le opere, non di usarle come strumento di autocelebrazione. Resta infine il ringraziamento agli operai che negli ultimi due anni hanno lavorato senza sosta, sacrificando fine settimana e festività per rendere possibile questa apertura parziale, e ai cittadini che ogni giorno percorreranno l’Asti-Cuneo pagando, ancora una volta, il prezzo degli errori della politica".
"Sono ovviamente soddisfatto che quest’opera interminabile si avvii finalmente verso una conclusione, - continua Isnardi - ma da festeggiare c’è ben poco: i lavori, come previsto dal contratto iniziale, avrebbero dovuto concludersi nel 2011. A distanza di quattordici anni, una parte dell’autostrada continuerà ancora per mesi a funzionare a una sola corsia. Un’infrastruttura lunga poco più di 90 chilometri che rappresenta plasticamente il fallimento dello Stato nella gestione delle concessioni: forte con i cittadini che pagano, debole con i concessionari quando si tratta di pretendere investimenti e rispetto dei tempi. Sarà un’autostrada costosa, pagata dagli utenti attraverso il sistema del free flow. Per completarla, limitando l’esborso di chi incassa i pedaggi dal 2007, si è fatto ricorso a meccanismi finanziari discutibili e a operazioni di cross-financing con la Torino-Milano. Scelte che hanno spostato il peso dell’inefficienza pubblica sulle spalle di chi utilizzerà quotidianamente questa infrastruttura".