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Fp Cgil: “Perchè abbiamo detto no all’accordo integrativo dell’Asl Cn2”

12 dicembre 2025

Cuneo

"Questo accordo non tutela tutti i lavoratori, crea disparità, noi rappresentiamo tutti i lavoratori, tutte le figure professionali e non accettiamo una suddivisione di risorse non equa. Scegliamo come sempre la coerenza. Scegliamo di stare dalla parte di chi lavora, fatica e troppo spesso viene dimenticato". La Segreteria Fp Cgil Cuneo spiega in nota le motivazioni alla base della decisione di non firmare l'accordo integrativo dell'Asl Cn2. "Non abbiamo sottoscritto un accordo che crea lavoratori di serie A e lavoratori di serie B - si legge nella comunicazione -. Non accettiamo l’idea di reparti privilegiati e reparti invisibili. Con questo integrativo si premiano alcuni, se ne ignorano altri, si costruiscono muri tra professioni che dovrebbero essere unite dallo stesso obiettivo: garantire un servizio pubblico di qualità". "Abbiamo detto no - spiegano i segretari Giovanna Cresci e Carmelo Castello -,  perché: • il disagio lavorativo deve essere riconosciuto e valorizzato per ciò che effettivamente è: un impegno aggiuntivo, una condizione gravosa, una disponibilità straordinaria. Non può essere legato all’area di appartenenza, ma deve essere valutato in base alla reale esposizione al disagio, così come previsto dal CCNL; • intere categorie restano escluse, come il personale amministrativo, indispensabile in ogni servizio; • si creano disparità tra reparti, privilegiando alcuni settori e dimenticandone molti altri; • gli avanzi non vengono destinati al welfare aziendale, l’unico strumento capace di garantire un beneficio netto, reale e uguale per tutti. Gli avanzi sono frutto del lavoro di tutti, e tutti devono beneficiarne. Indennità: aumenti minimi per alcuni, zero per molti, accentuano le distanze anziché ridurle. Un infermiere prende 2,34 euro, un OSS 0,84 euro. In alcuni reparti gli aumenti arrivano, in altri non si vede un euro. In sala operatoria, addirittura verrà riconosciuto ai soli infermieri un ulteriore aumento per un totale di 4 euro mentre per gli Oss si ferma a 0,84. E interi reparti – urologia, chirurgia, ortopedia, ambulatori e molti altri – restano completamente esclusi. Parliamo di differenze fino a 1.300 euro l’anno. Questa non è valorizzazione. Questa è sperequazione. Servizi in crisi lasciati soli: reparti come SPRESAL, SIAN, Radiologia e Laboratorio affrontano concorsi deserti e mancanza cronica di personale. I coordinatori coprono turni che non dovrebbero sostenere, eppure per loro l’accordo non prevede nulla. Dovremmo firmare lo stesso? No. Non avalleremo un modello che abbandona chi oggi tiene in piedi l’azienda. Siamo al tavolo, ci siamo sempre stati. Chi sostiene che “non firmando il contratto siamo fuori dalla trattativa” dice il falso. Siamo al tavolo e ci saremo sempre avendo una responsabilità: dire la verità. E la verità è che questo accordo non è equo. E' doveroso da parte nostra informare le lavoratrici e i lavoratori sul reale contenuto di questo accordo, che tutte le altre sigle sindacali hanno firmato tranne le Rsu Fp Cgil. Un accordo che lascia troppi lavoratori indietro. E, come se non bastasse, l'amministrazione ci ha negato il diritto di aggiungere una nota a verbale con le nostre motivazioni, censurando di fatto il dissenso democratico e quindi adottando una palese condotta antisindacale. E sul contratto nazionale? Il nostro no è lo stesso: coerente e motivato. Lo ribadiamo: sì, abbiamo detto no anche al rinnovo del CCNL Sanità Pubblica. Non possiamo accettare un contratto che porta 40 euro lordi di aumento medio a chi ha garantito la tenuta del Paese durante e dopo la pandemia. Nel privato abbiamo rinnovato con aumenti oltre il 15% e nel pubblico ci si accontenta del 5%. Noi non ci stiamo e continueremo la nostra battaglia. La sanità pubblica è un diritto costituzionale. Chi la sostiene ogni giorno merita rispetto, dignità, valorizzazione vera. Per questo abbiamo detto no. Per questo continueremo a dirlo sempre. Siamo presenti. Siamo coerenti. FP CGIL c’è per rappresentare e tutelare veramente tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori".

Cuneo Alba Asl Cn2 Fp Cgil

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