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13 luglio 2026

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Giorgio, la scelta di insegnare matematica e fisica alla scuola italiana di Addis Abeba

07 dicembre 2025

Cuneo

Giorgio Ansaldi “Ho sempre cercato di allargare i miei orizzonti”. Una semplice frase che racconta in maniera efficace la formazione e il lavoro di Giorgio Ansaldi, da pochi giorni docente di Matematica e Fisica nella più grande scuola italiana all’estero in Addis Abeba (Etiopia). Una storia, quella di Ansaldi, che poggia su solide basi bovesane ma anche sulla voglia di mettersi in gioco e vivere nuove esperienze. Professor Ansaldi, cosa l’ha portata a diventare insegnante in Africa? Non si tratta della prima esperienza all’estero. Avevo già vissuto due anni in Australia prima di fare ritorno in Italia, a Rimini, dove ero docente al Liceo Linguistico ed Economico Sociale “Giulietta Masina”. Tuttavia sentivo forte nel cuore la disponibilità e il desiderio di ripartire. Ero a conoscenza del fatto che, periodicamente il Ministero degli Esteri apriva concorsi per individuare personale da destinare all’insegnamento all’estero e mi stuzzicava l’idea di potermi abilitare per poi magari ottenere una proposta di cattedra, pensavo magari a New York, ma è andata diversamente. A marzo è stato aperto il bando per Matematica e Fisica. Ho studiato e il 15 luglio ho superato l’esame a Roma al MAECI (Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale). Avendo ottenuto un punteggio alto e viste le cattedre disponibili in questo anno scolastico ho capito subito che avrei potuto ottenere la cattedra già subito ad Addis Abeba. Ci ho pensato tutta l’estate e a settembre mi hanno offerto tre possibili destinazioni: Il Cairo in Egitto, Korca in Albania e Addis Abeba in Etiopia. Ho espresso preferenza per Addis Abeba e quella è stata alla fine la destinazione assegnatami dalla Farnesina. Come è stato il primo impatto con l’Etiopia e quanto durerà il suo incarico?  Sono partito con le migliori intenzioni e l’approccio è stato molto buono. Sono sicuro che questa potrà essere un’esperienza arricchente dal punto di vista professionale e umano. Ho subito avuto modo di creare un bel legame con i colleghi italiani ed etiopi. Sono comunque in un fase di “approccio” con la nuova realtà. Mi sto dando del tempo per capire, osservare e non essere affrettato nei giudizi. Di certo c’è che ho trovato una terra bellissima, ricca di colori, lingue, cultura, tradizioni, umanità con radici profonde con la terra, la musica, l’arte, le religioni (Chiesa ortodossa etiope in maggioranza). Mi trovo in un “melting pot” di culture ed il mio mandato durerà fino al 31 agosto 2031 con possibilità di successiva proroga di tre anni. Facciamo un passo indietro: ci può raccontare come è maturata la scelta di diventare insegnante? Determinante è stata la mia esperienza in qualità di animatore in parrocchia e nell’Azione Cattolica. In quegli anni ho compreso quanto mi piacesse essere a contatto con i ragazzi come educatore ed insegnante così, dopo varie esperienze, molte nel volontariato e servizio civile, a inizio 2002 ho iniziato a insegnare Fisica a Fossano e Verzuolo nonostante mi mancassero ancora un esame e la laurea ottenuta poi nel luglio 2002 e ho capito di aver imboccato la strada giusta per me.  È in quel frangente che, ottenuta l’abilitazione all’insegnamento (nel 2005), inizia ad “ampliare gli orizzonti”? Nel 2005 inizio a frequentare una ragazza di Rimini dove mi trasferisco un anno dopo essendo membro dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, decisiva per la scelta anche la presenza di don Oreste Benzi. La relazione con questa ragazza si conclude, ma decido comunque di rimanere in Romagna. Nel 2008 poi, parto come volontario per la Pastorale nazionale giovanile alla Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney. L’esperienza mi fa incontrare la realtà della Missione della Associazione Papa Giovanni accendendomi il desiderio di spendere almeno un anno della mia vita in quella terra, quindi tornato in Italia dopo un discernimento di due mesi, rinuncio alla cattedra annuale a Rimini e parto per l’Australia dove mi fermo per due anni come volontario dell’Associazione. In quella fase miglioro la conoscenza della lingua inglese che adoro e che continuo a studiare anche tornato in Italia prendendo la certificazione C1 (C2 in Speaking). Una formazione utile una volta tornato in Italia per promuovere progetti CLIL, secondo una metodologia di insegnamento della Fisica (ma vale anche per alte materie) totalmente in lingua inglese nel liceo linguistico quadriennale e nell’accompagnare i ragazzi all’estero nei soggiorni di studio della lingua inglese.    Ora un nuovo deciso cambiamento che la porta lontano dall’Italia e dalla sua Boves. Boves è sempre nel mio cuore. Mi manca la famiglia ma, anche a distanza, il mio legame con la città e la Bisalta resta forte. Le mie radici sono lì, ma sono come un albero che ha messo rami in giro per il mondo. La tecnologia permette per fortuna di restare sempre in contatto con la famiglia ed anche con gli amici della leva 1972 (mai perso una Leva!). Non vivo la lontananza come un dramma ma resto sempre aggiornato su quanto succede anche migliaia di km di distanza. Boves Giorgio Ansaldi (4)
Boves Giorgio Ansaldi Adis Abeba docente di matematica e fisica scuola italiana

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