Quel colpo di pistola partito da un uomo che non era in auto tra Manta e Centallo
04 dicembre 2025
Cuneo
Il colpo di pistola che raggiunse il giovane muratore I.L. la mattina del 4 ottobre del 2023 mentre guidava sulla provinciale che collega Manta a Centallo per andare al lavoro, e che lo colpì poco sotto l’ascella sul lato sinistro del torace, non può essere stato sparato dal furgone che lo sorpassò sul rettilineo poco dopo il cimitero: a sostenerlo è il consulente della difesa che ha deposto nel corso dell’ultima udienza del processo per tentato omicidio a carico di J.A., di origine albanese come la vittima, e che con questa sembra avesse un conto in sospeso per motivi di gelosia. Per l’accusa era stato l’imputato, proprietario di quel furgone blu a sporgersi dal finestrino sul lato del passeggero e poi esplodere un colpo di pistola il cui proiettile entrò nel torace sotto l’ascella trapassando il polmone sinistro, scheggiando una vertebra e ferendo il polmone destro, “la vittima è stata più che fortunata, perchè quel colpo era potenzialmente idoneo a provocare la morte” ha riferito il dottor Federico Quaranta, medico legale che ha svolto per la Procura la perizia sulle ferite riportate dalla vittima. Per la difesa però, secondo la ricostruzione del perito balistico chiamato a deporre in aula, il colpo di pistola non poteva essere stato sparato dal furgone perchè le tracce di residui della pallottola sarebbero state molte di più all’interno dell’abitacolo, soprattutto in corrispondenza del sedile del passeggero, là dove invece i Ris di Parma ne avevano trovate pochissime; nè sarebbe stato possibile lavare via queste tracce poiché i residui ferrosi della polvere da sparo sono estremamente piccoli e porosi, difficili da eliminare con aspirapolvere o un normale lavaggio. In aggiunta a queste considerazioni secondo il consulente della difesa poi, l’attentatore avrebbe dovuto essere un tiratore provetto per riuscire a sparare mentre con la mano sinistra teneva il volante e con l’altra si sporgeva dal finestrino del passeggero per sparare ad un’altra auto in corsa durante un sorpasso. Per esclusione, l’unica ipotesi possibile secondo la difesa sarebbe quella della presenza di una terza persona sulla scena del delitto: un uomo in piedi sull’altro lato della strada rispetto alla corsia su cui viaggiava la vittima. Sarebbe stata questa persona a sparare all’auto di I.L. secondo la ricostruzione del consulente della difesa, un uomo in piedi a bordo strada spiegherebbe anche l’angolazione dello sparo e la traiettoria dall’alto verso il basso della pallottola che ferì I.L. Un terzo uomo cui però non aveva fatto alcun accenno il testimone principale dell’attentato che, mentre guidava in direzione di Manta, assistette a quello che definì “un faticoso sorpasso del furgone sulla vettura che lo precedeva” e che per primo si fermò subito dopo quando vide l’auto sbandare e finire dentro una bealera. È stato infine ascoltato il terzo testimone dell’udienza. F.D. cugino del secondo imputato di questo processo, A.D. accusato di favoreggiamento. Entrambi operai edili lavoravano per l’imputato e quella mattina si incontrarono con lui nel cantiere di Torre San Giorgio, “io e mio cugino arrivammo con la mia auto, mentre J.A. con il furgone era già al cantiere. Poi loro due sono andati via con la mia auto per vedere un cantiere a Milano e i sono rimasto lì a lavorare da solo ad un cappotto termico”. Poco dopo mezzogiorno F.D. era stato ripreso dalla telecamera stradale mentre a bordo del furgone andava a pranzo al bar di un distributore di Torre San Giorgio. Qui avrebbe incontrato il cugino rientrato da solo da Milano. Stando a quanto riferito dal testimone, da quel giorno nessuno dei dipendenti della impresa edile avrebbe avuto più notizie di J.A. letteralmente sparito dalla circolazione fino al giorno dell'arresto, nè lui avrebbe chiesto notizie del suo datore di lavoro, al punto che per aver ragguagli sul lavoro da fare o sul materiale da comprare si sarebbe rivolto alla compagna dell’imputato. Nell’udienza fissata per il 21 gennaio verrà ascoltato l’imputato.