“20 anni e non sentirli”: a Boves si parla di donazione degli organi
13 novembre 2025
Cuneo
“20 anni… e non sentirli”. E’ questo il titolo scelto per la serata di sensibilizzazione sull’importanza della donazione di organi in programma venerdì 14 novembre alle 20.45 presso l’auditorium Borelli di Boves.
L’appuntamento, promosso dalle sezioni Aido di Peveragno, Boves, Chiusa di Pesio, Cuneo, Borgo San Dalmazzo , in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle e con il Comune di Boves, vuole raccontare la storia di Fabrizio Giordano che, proprio il 14 novembre 2025 festeggia i 20 anni dal trapianto di rene.
Con l’obiettivo di celebrare l’importante traguardo, Giordano è stato l’ideatore della serata. Con entusiasmo ha coinvolto Associazioni e medici per una serata in cui conviveranno formazione, sensibilizzazione e festa. Accanto alla storia di Fabrizio, il pubblico potrà conoscere la toccante esperienza di Margherita Pellegrino che racconterà il punto di vista del donatore. A fare luce sul significato del donare, sfatare alcuni tabù legati all’argomento e raccontare dal punto di vista tecnico il trapianto, interverranno i dottori Domenico Vitale, Federica Lombardo ed Elisabetta Moggia. Si tratta rispettivamente del Direttore Sc Anestesia Cardiotoracovascolare e terapie intensive, dell’anestesista rianimatore coordinatore ospedaliero delle donazioni e della nefrologa già responsabile ambulatorio post trapianto renale a Cuneo.
L’esperienza di Fabrizio e Margherita è una testimonianza di chi non ha mai mollato davanti alle difficoltà. “Ricordo benissimo quel 14 novembre 2005 – esordisce Giordano – quando alle 5.45 venni convocato in ospedale perché finalmente si apriva per me la possibilità del trapianto. Ricordo i timori ma con maggior nitidezza i volti e le parole di coloro che mi sono stati sempre vicino. Da quel momento è cambiata la mia vita”.
Una vita fatta di sacrifici alimentari rilevanti per un uomo che, all’epoca, aveva da poco compiuto 31 anni. Sacrifici condivisi con la famiglia, punto di riferimento per Giordano, e nel ricordo del padrino prematuramente scomparso. Pazienza, determinazione e, soprattutto voglia di vivere, sono i pilastri su cui Fabrizio ha “costruito” la sua seconda vita. Elementi che, in occasione della ricorrenza, ha voglia di condividere con la popolazione.
“In passato, con gli amici – racconta Giordano – festeggiavo questa data importante organizzando la “partita del rene”. Ora, anche per preservare l’integrità fisica di quegli ex ragazzi che eravamo, ho fatto una scelta diversa, un momento di festa e di divulgazione per incoraggiare e aiutare altri che si trovano nella mia stessa situazione”.