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Nuova perizia per l’incidente in cui morì l’ex sindaco di Castellino Tanaro

03 novembre 2025

Cuneo

Aula di tribunale vuota  

Occorrerà attendere una nuova perizia per stabilire dove esattamente avvenne l’urto fra la Golf di E.H.E.Z. e la Panda dell’ex sindaco di Castellino Tanaro, Bruno Roà, che, in seguito alle ferite riportate nell’incidente del 23 ottobre 2023 sulla statale 28 tra Lesegno e Ceva, morì alcune ore dopo essere stato ricoverato in ospedale. Secondo l’accusa la responsabilità dell’urto fu di E.H.E.Z., cittadino di origine marocchina, il quale avrebbe perso il controllo della propria vettura andando ad urtare la Panda che procedeva verso Ceva, buttandola fuori strada. Quando i Carabinieri arrivarono sul luogo dell’incidente, entrambi i veicoli si trovavano sul prato a fianco della carreggiata col muso rivolto verso Ceva, “questo e altri elementi ci indussero a ritenere che la Golf avesse invaso la carreggiata su cui viaggiava la Panda urtandola”, aveva riferito in aula uno dei militari interventi sul posto. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Cuneo, l’ex sindaco di Castellino Tanaro morì poco dopo; secondo il medico legale che ne eseguì l’esame esterno, il decesso di Roà era compatibile con i traumi riportati nell’urto. Ascoltato in aula, l’imputato ha detto al giudice che lui guidava piano, mentre l’altro conducente lasciò il volante e gli andò addosso, “poi si è aperto l’airbag e non ho visto più nulla”. Per il Pubblico Ministero Anna Maria Clemente l’esame dei detriti e il posizionamento delle due auto nel punto terminale dell’urto avevano ampiamente dimostrato che era stata la Golf ad invadere la corsia opposta: “se fosse stato il Roà ad invadere la corsia opposta, le auto sarebbero state in posizione diversa”, ha concluso il Pubblico Ministero, chiedendo la condanna dell’imputato a 2 anni e 8 mesi. “I parenti del signor Roà non hanno mai ricevuto neanche le condoglianze per quello che è successo: Roà era un marito, un padre, un nonno, una persona molto attiva, meritava un comportamento diverso” - ha concluso l’avvocato di parte civile Marco Badino, associandosi alla richiesta di condanna e presentando la propria richiesta di risarcimento. Diversa, invece, per l’avvocato di difesa Fabrizio Di Vito la lettura della dinamica dell’incidente, sulla scorta di quanto dichiarato dal proprio consulente, il quale aveva detto che non c’erano gli elementi per ricostruire con ‘ragionevole attendibilità’ la cinematica del sinistro con riferimento a chi avesse invaso la corsia opposta, e stabilire la zona d’urto esclusivamente in base alla posizione terminale dei due veicoli ‘era un suo esercizio accademico’. È proprio sul punto d’urto che dovrà esprimersi il perito del Tribunale che verrà nominato nell’udienza del 2 dicembre.

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