Un mosaico dei detenuti del carcere di Cuneo a Papa Leone XIV
28 ottobre 2025
Cuneo
Durante il Saie, la Fiera delle costruzioni che si è appena tenuta a Bari, è stata esposta l’opera, un mosaico, donata a Papa Leone XIV realizzato dai detenuti della Casa Circondariale di Cuneo, nell’ambito di un progetto di formazione professionale e inclusione sociale promosso da Formedil Cuneo, che da anni offre percorsi di qualificazione e riqualificazione destinati alle persone private della libertà. Il quadro era stato consegnato al Papa in occasione dell’Udienza Giubilare dello scorso 6 settembre, quando circa 300 rappresentanti del sistema Formedil Italia vi hanno partecipato insieme alla presidente Elena Lovera, del vicepresidente Benedetto Truppa e del direttore Stefano Macale. Accanto all’opera è stata esposta anche la lettera indirizzata al Santo Padre, scritta dagli stessi detenuti: parole intense e sincere, in cui raccontano il valore della formazione, il significato profondo della libertà e la speranza di un futuro di riscatto. “La nostra scuola - ha detto Elena Lovera - ha sempre posto l’inclusione al centro della propria missione. Formare significa offrire opportunità concrete a chi, per diverse ragioni, si trova in situazioni di marginalità o fragilità. Crediamo che ogni percorso di apprendimento debba restituire dignità, fiducia in se stessi e la possibilità di costruire un futuro migliore. L’esperienza dei detenuti della Casa Circondariale di Cuneo, che hanno realizzato l’opera donata a Papa Leone XIV, è una testimonianza concreta di quanto la formazione possa diventare strumento di riscatto e speranza. Non si tratta solo di insegnare un mestiere: si tratta di offrire nuove prospettive di vita, di valorizzare ogni persona e di dimostrare che anche nel settore delle costruzioni la professionalità può essere veicolo di cambiamento sociale. L’inclusione non è un atto occasionale di solidarietà, ma un impegno quotidiano che dà senso al nostro lavoro e al ruolo sociale della formazione.”