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Rileggere l’opera d’arte e lo sguardo sull’Assoluto

26 ottobre 2025

Cuneo

La dimensione umana incontra e si rinnova nello sguardo rivolto verso l’alto. L’uomo nelle sue debolezze e fragilità si apre al mistero. È quest’uomo il personaggio del viaggio attraverso l’arte e l’esperienza umana proposto da Mons. Derio Olivero. Se si cerca una direzione alle sue riflessioni va trovata in un movimento che dall’opera d’arte si indirizza all’assoluto, alla fede passando però attraverso l’esistenza quotidiana dell’uomo. Un percorso singolare che unisce la, presunta, rarefatta atmosfera del capolavoro artistico con la concretezza delle prove della vita. Sono letture infatti originali che non cercano elementi tecnici, tanto meno si atteggiano a critica artistica, troppo spesso accademica. Incapace di far “parlare” un quadro, lo relega a pezzo da museo di cui si può ammirare la bellezza, ma non è significativo per l’oggi. Dunque è la ricerca di significato che sta all’origine di queste pagine e dell’esperienza di fede. Quella stessa ricerca che assilla tutti gli uomini non appena si liberano della fretta, della superficialità e si pongono, o vengono posti dalla vita, di fronte al senso dell’esistere. Le figure diventano allora simboli. Il realismo di certe immagini evapora per lasciar intravedere solo il reale, concreto, pesante, anche oscuro, eppure capace di trasfigurarsi nella provocazione al pensiero. Allora la scena, la figura, e più di altro il particolare svelano contenuti nascosti che irradiano luce sulla vita di chi osserva e, perché no, sullo stesso quadro. Le gambe di Matteo nella Vocazione caravaggesca dicono l’esitazione della scelta, il gioco delle mani nell’incredulità di San Tommaso rimandano alla concretezza del fondamento della fede, il “leggerissimo sorriso” di Maria nell’Annunciazione di Antonello da Messina esprime la sua risposta fiduciosa. Ogni quadro va letto nel suo insieme come nei particolari. La composizione introduce alla scena, ma cogliendo i dettagli si scorgono significati profondi. Come per la Crocifissione di Grunewald: nei piedi e nelle mani di Cristo che si torcono nello spasimo della morte c’è la figura di un Dio che si è fatto uomo e dà senso al dolore condividendolo fino in fondo. La lettura di Derio Olivero appare veramente come una spirale che continuamente ritorna su se stessa, eppure ritorna sempre arricchita. Il quadro riletto parla all’uomo, apre orizzonti, si arricchisce di significati. Diventa pagina di una vita che, fissata per un attimo sulla tela, torna a interrogare e insieme a suggerire una risposta nello spirito di una fiducia affidata alle mani di Cristo perciò colma di gratitudine Grati e fiduciosi di Derio Olivero Editrice Effatà euro 15

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