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Individuata nel Parco del Monviso la civetta nana, uno degli uccelli più tipici della foresta boreale

21 ottobre 2025

Cuneo

Recentemente, uno degli uccelli più tipici della foresta boreale è stato individuato anche nel Parco Naturale del Monviso: si tratta della civetta nana, uno dei più piccoli rapaci notturni d'Europa. La sua presenza è nota in prevalenza in una fascia con longitudine e latitudine ben precisa, che si estende dalla dalla Scandinavia alla Siberia orientale. Si tratta appunto della parte eurasiatica della taiga, o foresta boreale, uno dei sistemi forestali più estesi del pianeta e caratterizzato da distese a perdita d'occhio di alberi sempreverdi come abeti, pini e larici, da condizioni ambientali piuttosto ostili con inverni lunghi ed estati brevi e fresche. Queste ampie foreste svolgono, grazie all'elevata estensione che permette loro di immagazzinare enormi quantità di anidride carbonica, un ruolo cruciale nel mantenimento degli equilibri climatici del pianeta. Malgrado le condizioni ambientali estreme, molti animali si sono adattati alla vita in queste foreste e alcuni di essi, nel corso dell'evoluzione, sono arrivati a vivere sulle nostre Alpi trovando, con ogni probabilità, un ambiente molto simile a quello della taiga. Nota anche in alcune zone del centro Europa e su tutto l'arco alpino i cui boschi di conifere rendono le Alpi assai sini alla taiga dal punto di vista ecologico. Pur se più frammentati, maggiormente impattati dall'uomo e distribuiti a quote differenti, i boschi di conifere delle Alpi hanno un clima simile a quello delle foreste boreali: stessi inverni lunghi e freddi, stesse coperture nevose. Sono composti da alberi simili, principalmente abeti, larici e pini, che si sono adattati a condizioni difficili, con aghi resistenti e crescita lenta. Proprio in ragione di questa nota diffusione sull'arco alpino, da tempo si cercava di confermare le tracce di presenza della civetta nana anche nel territorio del Parco del Monviso, dove talvolta era stata fotografata da pazienti fotoamatori, ma non se ne conosceva nel dettaglio l'entità della popolazione. Osservare una civetta nana, infatti, non è facile: piccola e con un piumaggio mimetico, per quanto attiva anche durante il giorno a differenza di altri rapaci notturni, si confonde perfettamente nel fitto della vegetazione di un bosco di conifere. L'intelligenza artificiale alla ricerca della civetta nana Negli ultimi anni, in aiuto ai biologi del Parco del Monviso, impegnati nel monitoraggio di questo piccolo rapace, è arrivata l'intelligenza artificiale. Installando piccoli microfoni all'interno dei boschi del Parco naturale del Monviso è stato possibile acquisire centinaia di ore di registrazioni che, hanno consentito di acquisire nuovi dati di presenza di questo uccello utili alla conservazione di quest'area protetta che, per la sua importanza ecologica, è anche stata classificata "Zona di Protezione Speciale" proprio per la tutela dell'avifauna. La civetta nana misura appena 15-20 centimetri di lunghezza e ha un'apertura alare di circa 40 centimetri, con un peso che varia tra i 60 e i 120 grammi. Dimensioni minute che non le impediscono di essere un abile predatore, da cui l'appellativo di "diavoletto", in grado di cacciare altri uccelli, arvicole e altri piccoli roditori. La sua spiccata aggressività le consente anche di catturare uccelli più grandi di lei, come un picchio o un tordo. Il Parco Naturale del Monviso e, più in generale il settore alpino meridionale del Piemonte, si trova al limite meridionale dell'areale di distribuzione della civetta nana.

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