Guerra e prigionia
10 ottobre 2025
Cuneo
“Facciamo il nostro ingresso su un carro armato americano”. È l’ultima frase di un breve diario di guerra e prigionia. Parole in cui affiora un’immagine involontariamente scenografica. A quel gruppetto di uomini denutriti e dai vestiti laceri scappano parole quasi da vincitori di una battaglia che si è combattuta contro la fame, i soprusi, le umiliazioni. Diario di eventi e diario intimo si fondono insieme nel semplice testo di Mario Saglietti, scritto di getto. C’è da pensare col bisogno di mettere ordine alle proprie giornate, in cui l’unico scopo è la sopravvivenza, e di ricordare pensando a chi quei giorni non ha vissuto. È un “atto di memoria”, quasi un dovere morale che si impegna a rievocare gli ultimi mesi della guerra trascorsi nella difficile condizione di internato. Dopo l’8 settembre Saglietti finisce infatti in Germania non come prigioniero di guerra, ma come soldato italiano deportato e costretto a duri lavori. La condizione di militare internato è ancora più dura del prigionieri di guerra essendo privo di garanzia derivante da trattati internazionali. Sono poche pagine in cui traspare il senso di dignità che non viene meno neanche nelle condizioni più drammatiche. È il volto umano di questa esperienza che affiora dietro la cronaca dei fatti, segnati dalla sofferenza e dall’umiliazione. Su questo volto però si legge una tenace lotta per la sopravvivenza. Il bussare alla porta o chiedere l’elemosina di un pezzo di pane o una camicia sono gesti che si ripetono, mentre sullo sfondo la guerra, quella dei cannoni, si fa sentire sempre più forte perché gli Alleati stanno avanzando. Anche un po’ di paglia diventa “un ricco letto”. La donna che offre un po’ di pane colpita dalla condizione in cui si trova quest’uomo ripaga degli insulti. Nella semplicità del racconto c’è tutta l’umanità sofferente. Insieme c’è anche, mai espresso quasi per pudore, il sogno del ritorno allorché finalmente “si potrà ringraziare il Signore quando si porta a casa la pelle”. La mitraglia canta a cura di Caterina, Gian Franco e Claudia Saglietti Editrice Primalpe euro 14