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“Alla nostra età coltivare i mirtilli è faticoso”
04 agosto 2025
Cuneo
Maria Angela e Mario, i ‘signori dei mirtilli’, sono molto conosciuti, in valle Varaita.
Maria Angela Demichelis è nata alla Duranda il 25 marzo 1953: “Mio papà si chiamava Giuseppe, mia mamma Maria Reynaudo: lavoravamo la terra, eravamo poveri e io mangiavo anche il pane ammuffito! Eravamo tre figli, siamo rimasti in due.”.
Il marito Mario Giusiano è nato il 4 luglio 1946 a Brossasco, a San Mauro: “Mio papà si chiamava Luigi, mia mamma Anna Rinaudo e coltivavano la terra. Eravamo otto figli, siamo rimasti in quattro”.
Avete giocato tanto o poco da bambini?
Maria Angela: “Pochissimo! Giocavo con le latte delle sardine, ero la più grande e dovevo guardare gli altri bambini… che mi portavano le foglie secche e i girasoli per giocare! Mia nonna aveva fatto per me una bambola di segatura...”.
Mario: “Non ho giocato molto, non c’era niente! Giocavo con le pietre e i bastoni”.
Le scuole?
Maria Angela: “Ho frequentato le elementari a San Mauro di Brossasco, in una pluriclasse: eravamo una decina. Il maestro era severissimo e dava le bacchettate con un ramo di nocciolo a chi non studiava! D’inverno, con un metro di neve che nessuno toglieva, era faticoso raggiungere la scuola dalla borgata.
Poi ho le medie da privatista”.
Mario: “Ho frequentato fino alla quinta elementare a San Mauro. C’era poco da mangiare allora: la zuppa di latte di mattina o di sera, la polenta, la carne solo ogni tanto, quando una gallina moriva. E questo valeva anche per Maria Angela”.
Cosa sognavate da fare da bambini?
“Mario non sognava nulla, a me invece sarebbe piaciuto fare l’infermiera o la pettinatrice”.
I vostri lavori?
“Abbiamo fatto i contadini, lavorando la terra (coltivando i castagni e i mirtilli). Mario ha anche lavorato in fabbrica, alla Burgo Scott in Villanovetta, in magazzino, come carrellista”.
Oggi coltivate i mirtilli lungo la provinciale della valle Varaita, in borgata Maranda. Come mai?
Mario: “Una mia zia, Rina Ballatore, aveva un pezzo di terra, pieno di ortiche e di rovi. Ce l’aveva regalato affinché coltivassimo qualcosa: e noi abbiamo provato con i mirtilli, in tempi in cui nessuno li piantava. E’ stato un successo. Oggi abbiamo 450 piante di mirtilli, coltivati senza l’uso di pesticidi”.
Maria Angela: “Il lavoro lo facciamo tutto noi: teniamo i prezzi bassi e ci accontentiamo. Non lo facciamo per i soldi, ma per evitare che qui i rovi e le ortiche abbiano il sopravvento. E siamo contenti nel vedere la gente (che arriva anche dalla Francia, dal Belgio, dalla Germania e da diverse regioni italiane) ritorna soddisfatta da noi, e ci dicono che i nostri mirtilli sono buoni”.
La fatica più grande?
“Il lavoro è impegnativo, il caldo di questi giorni ammazza e a cogliere i frutti rovini gli occhi”.
La gente che arriva da voi?
“Non tutti sono educati. Un giorno un signore con una Porsche è arrivato e ha comprato cinque cestini di mirtilli. Mi aveva maltrattato successivamente accusandomi che gli avevo venduto frutti marci. Non era vero: era successo che lui li aveva dimenticati in auto con il grande caldo e i frutti avevano patito”.
La vostra famiglia?
“Abbiamo due figli, Massimo e Luca, che lavorano a Manta da Pagliero. Siamo nonni felici di Alessandra (11 anni) e Pietro (10 anni), sono nati tutti e due nel giorno di Santa Bibiana. Ci eravamo sposati il 13 settembre 1975 a Manta, davanti a monsignor Scalafiotti. In viaggio di nozze eravamo andati in Francia per quattro giorni, con la ‘Fiat 750’. Eravamo tanto innamorati! E oggi ci sposeremmo di nuovo”.
Il segreto per fare durare i matrimoni nel tempo?
Maria Angela: “Bisogna avere tanta pazienza, dialogare e confrontarsi. Ci va sempre il rispetto, e quando si discute dopo bisogna poi fare la pace”.
Mario: “Non bisogna prendere a schiaffi tutte le mosche che passano!”.
Il numero delle persone maleducate è in aumento?
“Sì, purtroppo. Tante persone non sono felici, sono nervose e qualcuno ha pretese assurde”.
Il mondo di oggi?
Mario: “E’ brutto, e non mi piace per tante ragioni. La gente è meno solidale di una volta”.
Maria Angela: “Le guerre fanno schifo, ma non vanno bene anche i comportamenti di chi comanda: non va bene la sanità pubblica (che è stata sfasciata) e se hai bisogno di cure, sovente devi aspettare per anni! Oppure vai dal medico privatamente, in questo caso in tempi rapidi, pagando un bel po’ di soldi”.
Cosa è importante per voi nella vita?
“Sicuramente la famiglia, E poi avere i soldi per vivere... ma non vivere per i soldi!”.
In cosa credete?
Mario: “Credo in Dio e vado a messa”.
Maria Angela: “Io credo che Dio c’è, ma Lui sarà già tanto stanco di questo nostro mondo e delle troppe cattiverie...”.
La morte cosa è per voi?
Mario: “Non ho paura di morire, perché la morte è una cosa naturale”.
Maria Angela: “So che un giorno arriverà. Spero di non restare bloccata in un letto, non voglio dare disturbo a nessuno”.
Una bella figura che avete incontrato?
“Padre Sergio, il monaco benedettino di Marmora! Eravamo amici con lui e Mario andava a potare il ciliegio sotto il suo balcone, nella casa canonica, così poteva godersi il sole, nei momenti di riposo”.