Il Comune vende l’acqua salata!
Nei primi mesi del 1945 a Cuneo vi era una tale penuria di sale da cucina per le massaie, gli spacci aziendali e i panificatori, che alcuni privati si erano messi a vendere acqua salata. Questo tipo di vendita, però, aveva dato origine a qualche inconveniente, per cui il Podestà Caiani annunciò che dal 1° aprile il Comune assumeva il monopolio della vendita di acqua salata.
Il manifesto del 21 marzo, diceva con chiarezza che:
“1°) Il Comune assume a decorrere dal 1° aprile p.v. lo smercio, con carattere di esclusività, dell’acqua salata alla popolazione.
2°) A decorrere dalla data indicata dovrà pertanto cessare la vendita di tale prodotto da parte degli esercizi privati. A carico dei contravventori sarà provvisto a sensi delle leggi di guerra.
3°) La vendita sarà effettuata a mezzo dei seguenti spacci fiduciari:
- Alleanza Cooperativa Torinese, Corso Nizza;
- Alleanza Cooperativa Torinese, Vicolo Barra di Ferro;
- Cooperativa Lavoratori, Via Roma;
- Spaccio del Consorzio Agrario, Via Cavour;
- Spaccio Dipendenti Comunali, Via Saluzzo;
- Spaccio della Provvida, Via Boves.
I panificatori e gli spacci aziendali potranno prelevare il quantitativo dell’acqua loro occorrente direttamente presso la Ditta Elia Michele – Via XX Settembre n.2 – nei locali della quale il Comune ha costituito il centro di rifornimento”.
L’acqua salata, necessaria in ogni famiglia per cucinare minestre e pasta, veniva venduta al prezzo non superiore a lire 3,50 il litro e, precisava il Podestà, “Il Comune assicura il rifornimento dell’acqua salata nella misura occorrente ai bisogni della popolazione e ne assicura inoltre la genuinità che sarà rigorosamente controllata a mezzo di ispezioni”.
Severi divieti alla circolazione con i pattini a rotelle
Penso che molte persone (come me) a volte abbiano invocato in cuor loro la presenza di un Vigile urbano che sanzionasse quei ciclisti che, in barba ad ogni divieto, passano in bicicletta sotto i portici; invece, nel 1945 il problema per l’incolumità dei pedoni era dato da coloro che sfrecciavano con i pattini a rotelle!
Leggendo il manifesto del Podestà Andrea Caiani risulta, infatti, che lo sport dei pattini a rotelle era assai praticato sulle strade cittadine asfaltate, per cui fu necessario preparare un regolamento restrittivo di circolazione.
“Ritenuto che lo sviluppo assunto dallo sport dei pattini a rotelle ed il largo uso che viene fatto delle vie e dei corsi asfaltati della Città per le relative esercitazioni, crea un grave ingombro al transito e nello stesso tempo un evidente pericolo per la incolumità tanto del pubblico quanto di coloro che praticano tale sport;
Richiamato il Regolamento di Polizia Urbana il quale fa divieto di circolare mediante pattini sul suolo pubblico;
Ritenuta necessaria l’applicazione di tale disposizione almeno per quanto riguarda le vie ed i corsi più frequentati, dispone:
– È fatto divieto di circolare mediante pattini a rotelle sui corsi, vie e piazze della Città.
– È consentita in via eccezionale, in deroga alle disposizioni del Regolamento ed a totale rischio e sotto la completa responsabilità degli interessati, la circolazione sui pattini sulle seguenti località:
a) sul Viale Angeli, nel tratto compreso tra il Corso Dante ed il Piazzale del Santuario;
b) sul Corso IV Novembre, dal Largo De Amicis al Piazzale della Stazione;
c) sul Piazzale della Stazione.
– A carico dei contravventori alle disposizioni contenute nella presente ordinanza, saranno applicate le sanzioni previste dal Regolamento di Polizia Urbana”.
Foto di Teresa Maineri