Raffigura “San Giorgio e il drago” la preziosa tela rinvenuta nella cappella dedicata all’omonimo santo, che domina l’atrio di entrata del palazzo municipale. Di autore ignoto, realizzata tra il 1600 e il 1700, l’opera d’arte è stata oggetto di un delicato intervento di restauro circa dieci anni fa, condotto dall’esperta Luisa Torrero di Vicoforte. Il salvataggio della pala d’altare si deve principalmente a Stefano Bottasso, fondatore della biblioteca, appassionato amatore dell’arte antica e raccoglitore di reperti archeologici della zona, alla moglie Giulia e a Costanza Politano. Furono infatti loro a trasportarlo materialmente da San Giorgio in un locale preso in affitto dalla famiglia Bersezio, sede della vecchia farmacia. Un restauro artigianale della tela, volto a preservarla affinché la cornice non andasse irrimediabilmente in pezzi, fu eseguito dal signor Ferrua, mentre il restauratore Guglielmo Giorgis vi applicò un supporto per rafforzarla. Fu quindi trasportata in biblioteca, situata in quello che oggi è l’ufficio della Polizia municipale, successivamente nei locali della scuola media e in seguito all’interno del centro culturale Casa Ambrosino.
Fu allora che su interessamento di Stefano Bottasso venne esaminata dal pittore Tommaselli, il quale dichiarò che il dipinto, di fattura tipicamente manieristica del Seicento e di ottima esecuzione, faceva pensare al Moncalvo, il quale operò in Piemonte proprio in quell’epoca. Un maldestro restauratore del secolo scorso con disinvoltura e malcuranza otturò una falla apertasi in una zona centrale, con un pezzo di dipinto dell’ottocento. La tela era inoltre strappata, cosparsa di buchi su tutta la superficie e il colore del tutto scomparso. Il precario stato di conservazione, il rischio di un ulteriore rapido decadimento e la consapevolezza del considerevole valore artistico, hanno convinto nel 2007 l’allora amministrazione comunale a procedere al finanziamento del restauro che si è concluso nel 2009.
La tela doveva essere inizialmente collocata all’interno della sala riunioni del centro culturale Casa Ambrosino, tuttavia vista la maestosità e la sua bellezza si è optato per una più adeguata sistemazione nell’entrata del palazzo comunale, dove potrà essere apprezzata da quanti vi accederanno.
Angelo Campagna