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17 luglio 2026

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San Rocco come protettore contro la peste e i contagi in una delle iconografie più diffuse del Cuneese nel tardomedioevo

28 aprile 2024

Cuneo

San Rocco La figura di san Rocco da Montpellier, tenuto conto del fatto che la data della morte di Jacopo da Varagine va collocata sul finire del XIII secolo, a rigore non dovrebbe trovare posto nella Legenda aurea: come potrebbe averne parlato, visto che il Santo francese visse nella seconda metà del XIV secolo? E tuttavia la straordinaria devozione nei confronti di san Rocco potrebbe essere stata la ragione per la quale, coloro che proseguirono il lavoro di Iacopo da Varagine nella compilazione delle cosiddette Additiones della Legenda aurea, decisero di inserire in esse perlomeno un tratteggio della vita di questo veneratissimo santo. In realtà il testo in questione risulta piuttosto breve, specie se paragonato ai dettagliati capitoli dedicati da Iacopo da Varagine ad altri santi. E tuttavia anche quella che di primo acchito potrebbe sembrare più una nota che non un racconto organico dovette contribuire non poco a consolidare la fama di un santo il cui prestigio di protettore dalla furia delle pesti era ormai cresciuto a dismisura. «Rocco, la cui nobile famiglia era originaria di Narbona, nacque a Montpellier (…) e già all’età di dodici anni cominciò a castigare il suo corpo con l’astinenza»: con questa istantanea, che fotografa una figura la cui santità si palesa già a partire dalla sua giovane età attraverso una vita austera e dedita al sacrificio, la Legenda aurea sembra quasi voler suggerire una cifra di lettura capace di spiegare sia l’esistenza sia la morte drammatica di san Rocco. Quest’ultimo infatti «non appena i genitori furono morti, distribuì ai poveri la sua cospicua eredità, abdicò al principato che gli sarebbe spettato e affidò la città paterna allo zio. Poi, vestito di corte vesti, venne da pellegrino in Italia esclusivamente con un cappello, una borsa e un bastone». Mentre tuttavia, dopo ormai aver attraversato le Alpi, Rocco era intenzionato a raggiungere Roma, si trovò a fare i conti con un’epidemia di peste che proprio negli anni 1367-1368 si abbatté sulle città che egli aveva individuato come tappe del suo cammino verso la città dove erano sepolti Pietro e Paolo. Il pellegrino provenzale tuttavia, contrariamente a quello che tutti cercavano comprensibilmente di fare, anziché fuggire i luoghi infestati dalla pestilenza, non appena veniva a sapere che c’era una città particolarmente colpita dal morbo, non esitava a recarvisi per soccorrere come poteva tutti quelli che avevano bisogno di un qualche aiuto: «Quando Roma, Acquapendente, Cesena e molti altri luoghi furono vessati dalla truce pestilenza, le liberò col segno della croce. Quando poi anche Piacenza fu infettata dal morbo, si fermò in un ospedale dove venivano ricoverati gli appestati. E, dopo averli sanati tutti come aveva già fatto precedentemente, fu colpito lui stesso dalla peste alla coscia sinistra». Rocco dunque, che aveva strappato molti malati alla violenza del contagio, ne rimase lui stesso vittima e solo dopo che la malattia lo ebbe condotto ad un passo dalla morte riuscì a sfuggirle. Furono proprio questo stretto legame di san Rocco con la peste, il suo averla contrastata efficacemente in tutti i luoghi in cui si fermò e infine il suo esserne stato pesantemente colpito, riuscendo però a sconfiggere anche su se stesso quello che veniva vissuto come un male che difficilmente lasciava scampo, a trasformare il pellegrino provenzale in una potentissima e venerata figura invocata ovviamente contro la peste, contro le malattie contagiose e le calamità naturali che affliggevano quelle epoche. Ed è proprio questo suo legame con la peste ad essere divenuto l’elemento iconografico connotante di san Rocco nell’inarrestabile proliferare delle sue immagini attraverso i secoli. Una conferma ci viene in prima battuta dall’affresco quattrocentesco che ritrae il santo nella cappella di San Martino di Lignera a Saliceto (Fig. 1). Ad esservi rappresentata è la figura di un giovane uomo dai lunghi capelli castani, elegantemente abbigliato con una sopravveste marrone chiusa nella parte alta con una serie di bottoni e in vita con una cintura di colore nero. Il mantello rosso che la ricopre, al pari del cappello che egli porta in testa e del bastone che tiene nella destra, lo segnalano come un pellegrino, ribadendone questa sua identità attraverso lo spiccare di una conchiglia sul mantello stesso. Il fulcro dell’immagine tuttavia è costituito dal doppio bubbone che spicca sulla sua gamba sinistra e che ne attesta il suo essere stato gravemente colpito dalla peste. 1 - San Rocco; Affresco; XV secolo; Ignoto; Cappella di San Martino di Lignera; Saliceto. Fig. 1 - San Rocco; Affresco; XV secolo; Ignoto; Cappella di San Martino di Lignera; Saliceto. Questa esibizione da parte di Rocco dei bubboni della peste si legherà così marcatamente alla sua figura da accompagnarla anche nei secoli successivi. Fu però proprio nel periodo tardomedievale che questo motivo figurativo, complice anche la devozione sviluppatasi nei confronti del santo provenzale quale protettore dalle malattie contagiose, trovò il suo consolidamento. E, sebbene l’immagine del santo affrescata nel XV secolo nella Cappella di San Rocco a Cigliè (Fig. 2) sia proprio abrasa dall’alterazione prodottasi col tempo proprio in questo specifico punto, ciò non impedisce di intravvedere come la figura rappresentata, il cui abbigliamento evidenzia come un pellegrino, con la mano sinistra sollevi la parte bassa del suo abito. E questo con l’evidente intento di mostrare a chi lo guarda, e forse lo implora di essere guarito da una grave malattia, come egli con la sua fede e la sua preghiera incessante sia riuscito a contrastare la trafittura letale con cui la peste aveva tentato di farlo soccombere. 2 - San Rocco; Affresco; XV secolo; Ignoto; Cappella di San Rocco; Cigliè. Fig. 2 - San Rocco; Affresco; XV secolo; Ignoto; Cappella di San Rocco; Cigliè. Questa vittoria sul morbo che lo aveva pesantemente colpito, non avrebbe però sottratto san Rocco da una morte in giovane età. Egli infatti – racconta la Legenda aurea – dopo sofferenze tali che consentono di paragonare il pellegrino provenzale ad un martire, «si addormentò in pace, il 16 settembre dell’anno del Signore 1327, all’età di appena 32 anni». E accanto alla sua salma venne ritrovata una tavoletta con su scritte queste parole: «Voglio che si sappia che coloro che si ammaleranno di peste, affidandosi alla protezione di san Rocco, riusciranno a sfuggire a questo truculentissimo contagio». Del resto la sua morte nulla ha a che vedere con la peste, visto che egli morì nella sua nativa Montpellier. Fu qui infatti che, tornato di nascosto nel pieno di una guerra, venne sospettato di essere una spia e per questo gettato nel carcere in cui, cinque anni dopo, sarebbe deceduto. Sicuramente il suo essere sopravvissuto alla pestilenza, insieme alle parole scritte sulla tavoletta trovata accanto al suo cadavere, avrebbero fatto di lui una sorta di “campione della peste”. 3 - San Rocco; Affresco; Fine XV secolo; Ignoto; Cappella di Sant’Anastasia; Sale San Giovanni.
Fig. 3 - San Rocco; Affresco; Fine XV secolo; Ignoto; Cappella di Sant’Anastasia; Sale San Giovanni. E così sarà rappresentato nell’affresco di fine XV secolo conservato nella Cappella di sant’Anastasia a Sale san Giovanni (Fig. 3): la ferita che il pellegrino identificabile con san Rocco esibisce è purulenta e nel suo lasciare fuoriuscire sangue che gli cola lungo la gamba sembra quasi voler attestare l’estrema gravità della malattia sconfitta dal santo. Questa ferita torna invece ad essere un bubbone nella figura di san Rocco affrescata nella prima metà XVI secolo da Pascale Oddone nella cappella di san Rocco a Brossasco (Fig. 4). In questo caso però la ferita del santo francese, pur fungendo da motivo identificatore della sua figura, sembra passare sullo sfondo: le navi che solcano il mare su cui si affaccia una città, il bastone tenuto in primo piano con la sinistra, l’interno della tesa del cappello, che evoca il suo viaggio a Roma attraverso le chiavi di san Pietro, il sacro chiodo della croce di Cristo e il volto di quest’ultimo impresso sul velo della Veronica, ci parlano più di un grande pellegrino che non del santo maggiormente invocato contro la peste nel medioevo. 4 - San Rocco; Affresco; Prima metà XVI secolo; Attribuito Pascale Oddone; Cappella di San Rocco; Brossasco Fig. 4 - San Rocco; Affresco; Prima metà XVI secolo; Attribuito Pascale Oddone; Cappella di San Rocco; Brossasco
iconografia Legenda aurea san Rocco da Montpellier