cuneo

Quattro passi in… via dell’Abbazia

24 marzo 2024

Cuneo

chiesa parrocchiale di san benigno La chiesa parrocchiale di san benigno Prima della fondazione di Cuneo (avvenuta intorno all’anno 1198), nella zona tra il torrente Grana e l’attuale Madonna delle Grazie vi erano già tre borghi ora scomparsi: Caranta, Villasco e Corsia. Una storia millenaria Presso il villaggio di Caranta i monaci benedettini della grande abbazia di San Benigno di Fruttuaria (oggi nel comune di San Benigno Canavese, a circa 20 chilometri a nord di Torino) avevano fondato una dipendenza (una “cella” monastica), documentata fin dal 1014, che divenne il Priorato di San Benigno al Grana o di Caranta; il primo priore citato in un documento è frate Mongrando, nel 1175. Nella zona del cuneese, i Benedettini di Fruttuaria erano anche presenti con i priorati di Santo Stefano a Boves, San Pietro di Noce Grossa e Santa Maria di Spinetta, San Michele a Roccavione. Inoltre, il priorato di San Benigno aveva anche un ospizio e una casa di rappresentanza a Cuneo, nella parrocchia di Santa Maria del Bosco. Abate era il monaco a capo di un’abbazia (nel nostro caso, San Benigno di Fruttuaria fondata nell’anno 1003), mentre ogni priorato dipendente dall’abbazia era governato da un priore. Ben presto il nostro priorato fu dotato una bella chiesa, con la facciata adorna di marmi preziosi. Verso la fine del XIV secolo, il priorato era già decaduto nell’osservanza della regola monastica, e nel 1390 ne approfittò il canonico fossanese Oddino Barotti (1344 – 1400; dichiarato Beato nel 1808) al quale fu permesso di asportare i marmi della chiesa San Benigno per abbellire il duomo di Fossano! San Benigno, martire a Digione Il santo che ha dato il nome all’abbazia di Fruttuaria e al priorato (e poi alla frazione di Cuneo) è San Benigno di Dijon (Digione, capoluogo della Borgogna). Siamo nel II secolo, e probabilmente Benigno era un discepolo del vescovo Policarpo di Smirne che, dopo averlo ordinato sacerdote, lo inviò ad evangelizzare la Borgogna, nella Gallia. Benigno operò molte conversioni al cristianesimo, ma a Digione fu denunciato al tribunale come cristiano e subì un crudelissimo martirio verso l’anno 180. Una nobile cristiana, Leonilla, provvide a dare onorata sepoltura alle spoglie di Benigno. La devozione al martire San Benigno fu ripresa nel V secolo dal vescovo San Gregorio di Langres, e sulla tomba di San Benigno sorse una gloriosa abbazia, che all’inizio del nuovo millennio fondò anche l’abbazia di Fruttuaria e portò in Piemonte la devozione a San Benigno. San Benigno è il patrono di Digione, e la bella cattedrale gotica della città custodisce nella sua cripta la tomba del martire. Da Commenda a Parrocchia di San Benigno Con il passare degli anni il numero dei monaci si ridusse, per cui dal XV secolo il priorato di San Benigno non ebbe più un priore residente, ma fu assegnato ad un priore commendatario che non risiedeva in loco. Al commendatario spettava il percepimento dei redditi del priorato e il pagamento delle spese necessarie. Uno dei primi priori commendatari fu il vescovo e cardinale Giovanni Giacomo Sclafinato (morto a Roma nel 1497); probabilmente fu lui a dare alla chiesa di San Benigno la forma attuale, con tre navate e la cripta, che conserva un affresco del ‘400 della Madonna col Bambino. Infine, con bolla del 15 giugno 1604 papa Clemente XIII tolse la natura giuridica di chiesa monastica e istituì la parrocchia rurale di San Benigno, allora dipendente dalla diocesi di Fossano. Le estese proprietà dello storico priorato benedettino furono assegnate all’Ordine Mauriziano di Torino. Nel 1817 questa parrocchia entrò a far parte della nuova Diocesi di Cuneo.
Roata Rossi San benigno Via dell'Abbazia