cultura

“Lottate contro l’ignoranza, la vostra e quella degli altri. La nostra l’abbiamo pagata cara”

11 febbraio 2024

Cuneo

Nuto Revelli in una scuola (Archivio Nuto Revelli) Nuto Revelli in una scuola (Archivio Nuto Revelli) Nel dopoguerra Nuto Revelli lavorò dapprima come geometra, poi diede inizio all’attività di compravendita di materiale in ferro. Contemporaneamente, crebbe in lui la necessità di testimoniare quanto vissuto, avviandosi a un compito di narrazione e di ricerca. Le esperienze della guerra fascista e della lotta partigiana, l’interesse per la storia vista “dal basso” lo guidarono nella raccolta di testimonianze dal mondo dei reduci e poi dal mondo contadino cuneese. Nei lunghi anni di lavoro, alla scrittura dei libri affiancò l’attività di testimonianza nelle scuole: dedicò molto tempo al dialogo con i giovani, affinché sapessero, ma soprattutto capissero quanto fossero rischiose l’inconsapevolezza e l’ignoranza che avevano guidato anche lui nella giovinezza fino alla tragica esperienza della Russia. Il suo fu un lavoro sulla memoria, fatto prima su sé stesso e sulla sua memoria, poi dando parola agli altri, a quelli che non avevano strumenti per dire e raccontarsi . Un impegno, quello per i giovani che si concretizza anche nella pubblicazione del libro Le due guerre (Einaudi, 2003), un testo tratto dalle lezioni tenute presso l’Università di Torino che - come ci ricorda Mario Cordero - può essere considerato uno straordinario testamento destinato alle giovani generazioni. Già in copertina si legge un invito esplicito a raccogliere il testimone della generazione della guerra e della Resistenza: “Vorrei dare un’idea di che cosa sia stato il fascismo per noi giovani del Ventennio”. Il perché del suo impegno nelle scuole, lo si legge direttamente dalle sue parole: Insisto molto sul discorso dell’ignoranza perché non poco di quell’ignoranza, direi di massa, esiste ancora oggi: lo riscontri, lo avverti nella cronaca quotidiana. Io parlo spesso ai giovani durante le presentazioni dei miei libri. Dico loro: “Lottate contro l’ignoranza, la vostra e quella degli altri. Noi la nostra ignoranza l’abbiamo pagata cara. Nell’ignoranza si può anche vivere bene, ma nei momenti estremi non ti salva. Durante il fascismo non esisteva un solo libro che non fosse di propaganda. Oggi chi vuol capire dispone di tutti i mezzi necessari. Leggete, mettete a confronto le verità diverse, e poi trovate la vostra verità” . Nell’Archivio Nuto Revelli, che ha sede nella casa di famiglia di corso Brunet, 1 a Cuneo, sono conservate, e in parte digitalizzate, 247 audiocassette contenenti gli incontri con gli studenti delle scuole di Cuneo, Fossano, Saluzzo, Pinerolo, Alba, e di alcuni paesi delle Langhe e delle piccole scuole di valle. Studenti con i quali instaurava un rapporto che non era mai fugace, ma continuo e profondo grazie anche all’intermediazione delle maestre, come dimostrano le lettere che gli studenti inviavano a Nuto Revelli dopo averlo conosciuto a scuola, anch’esse conservate in Archivio. Per il suo impegno di testimonianza, memoria e ricerca, il 27 ottobre 1999 gli venne conferita la Laurea Honoris Causa in Scienze della Formazione presso l’Università degli Studi di Torino. Qui, nell’Aula Magna, davanti a centinaia di studenti, ripercorrendo la sua vita e le sue scelte pronunciò un discorso dedicato all’ignoranza che si concluse con queste parole: Volevo che i giovani sapessero, capissero, aprissero gli occhi. Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell’ignoranza, come eravamo cresciuti noi della “generazione del Littorio”. Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza libertà non si vive, si vegeta. ©Archivio-Nuto-Revelli_f.1900_testo-manoscritto-di-Nuto-Revelli Il testo manoscritto di Nuto Revelli per il discorso di conferimento della laurea honoris causa in Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino il 29 ottobre 1999.  
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